Generali Group

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          Market Perspectives

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          Working papers

          • 28 set 2016

            We challenge the common wisdom that the income elasticity of insurance be higher, ceteris paribus, in developing countries (the so-called S-curve hypothesis). Focusing on non-life insurance, we show that the available evidence is contradictory and heavily dependent on methodology. Based on a recent approach to consistent inference on the income elasticity of insurance, we show counterexamples to the theory. Although not supporting it in general, we argue that it could still be relevant for explaining the behaviour of particular lines of business.

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          • The development of Italian private pension plans shows little progress, in spite of generous fiscal incentives. We show that few subjects contribute and even fewer fully exploit the fiscal advantage. Our analysis underlines that in evaluating fiscal incentives Italian savers are influenced by a wide range of heuristics. So there is room for skillful public and private decision makers to reach the goal of increasing the private pension pillar taking advantage of the way people really take their decisions.

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          • This paper analyses the impact of the evolution of the regulation dealing with systemically important insurance groups, using an event study methodology. The results show that investors were able to detect which companies were to be designated well ahead of the publication of the list. Most important, after an initial positive reaction, consistent with the expectation of a “Too-big-to-fail” implicit subsidy, the disclosure on how the capital charges for systemic insurers will be calculated led to sizeable negative abnormal returns for the entities concerned.

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          Studi di mercato

          • 08 lug 2019

            Il mercato assicurativo in Europa è stato condizionato dalla peculiare situazione economica che ha caratterizzato l'Area Euro ed in particolare dai bessi tassi di interesse. Gli elevati tassi minimi di rendimento nominale garantiti dalle polizze più vecchie hanno portato il settore assicurativo vita a rivedere le proprie politiche di offerta di prodotto favorendo le polizze Unit-Linked, il cui rischio finanziario è trasferito al contraente, a scapito dei prodotti tradizionali. In questo periodo caratterizzato da rendimenti finanziari quasi trascurabili, e da un quadro macroeconomico ormai prossimo alla stagnazione, i rami Danni sono riusciti a trainare la crescita del settore assicurativo, sia in termini di fatturato che di redditività. La raccolta del settore assicurativo nel corso del 2018 in Italia è ritornata a crescere (+2,7%) superando i 140 miliardi. I premi del settore vita (lavoro diretto italiano), in crescita del 2,7%, hanno sfiorato i 106 miliardi. I prodotti ibridi “multiramo”, nonostante il deludente andamento dei mercati azionari nella seconda metà del 2018 che ha spinto gli assicurati a ricercare prodotti vita con maggiore garanzia di rendimenti, continuano ad essere il prodotto più venduto. In flessione la componente relativa alle “Unit-Linked” controbilanciata, almeno in parte, dall’aumento della componente tradizionale nonostante i tassi di rendimento dei titoli governativi continuino a mantenersi sui minimi livelli. Per il secondo anno consecutivo i rami danni presentano una raccolta in crescita: +2,7%. Al positivo andamento dei rami danni nel corso del 2018 ha contribuito il segmento auto che, dopo sei anni di flessione, è tornato finalmente a crescere (+1,5%) sostenuto pure dal ramo R.C. Auto (+0,6%). Continuano a crescere a ritmi sostenuti i rami non auto, +3,7% a fronte di un +2,7% e +1,5% osservati rispettivamente nel 2017 e 2016. Il gruppo Generali, con una raccolta premi del lavoro diretto di 24.202 milioni di euro ed una quota di mercato del 16,8%, si conferma il primo gruppo assicurativo in Italia.

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          • 20 giu 2018

            Nel 2017 la raccolta complessiva nei Paesi dell’Europa centro-orientale è cresciuta a ritmi sostenuti; in calo o stabile sui medesimi livelli dello scorso esercizio, invece, quella dei Paesi occidentali. In Italia la raccolta del settore assicurativo nel 2017, in flessione per il secondo anno consecutivo (-2,2%), ha sfiorato i 140 miliardi. I premi del settore vita (lavoro diretto italiano) hanno superato di poco i 103 miliardi in flessione del 3,4%. Il perdurare dei tassi di rendimento dei titoli governativi ai minimi livelli ha penalizzato la domanda di prodotti assicurativi vita tradizionali con rendimento minimo garantito, che richiedono maggior patrimonializzazione (Solvency II) alle compagnie, orientandola verso prodotti di ramo III e multi-ramo (noti anche come “ibridi”). E’ tornata invece a crescere, dopo cinque anni di flessione, la raccolta del settore danni che è stata però condizionata dalla flessione nei premi del segmento auto (-0,7%) dove la concorrenza tra operatori ha continuato a farsi sentire, favorita pure dal positivo andamento tecnico del ramo che beneficia di una frequenza sinistri che si mantiene su livelli contenuti (ed in linea ormai con quelli europei) ed un costo medio dei sinistri in ulteriore, seppur lieve, contrazione. Il gruppo Generali, con una raccolta premi del lavoro diretto di 23.165 milioni di euro ed una quota di mercato del 16,6%, si conferma il primo gruppo assicurativo in Italia.

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          • 16 giu 2017

            Nel 2016 la raccolta premi è stata positiva nella maggior parte dei Paesi Europei in cui Generali opera, ad eccezione dell’Austria che ha risentito della flessione nella raccolta vita. Se i rami Danni continuano a presentare tassi di crescita positivi in tutta Europa, trascinati dal segmento Auto il cui progressivo deterioramento tecnico ha costretto gli assicuratori a rivedere al rialzo i rinnovi tariffari, non altrettanto si può dire della raccolta Vita che è invece in calo pressoché ovunque con le sole eccezioni di Spagna, Francia ed Ungheria. La principale causa dell’andamento negativo del ramo Vita è da imputarsi principalmente al contesto macroeconomico, ed in particolare ai bassi tassi di interesse nei mercati europei “core”; inoltre l’andamento altalenante dei mercati finanziari non ha favorito lo spostamento dell’offerta verso i prodotti “Unit linked” che, seppur in crescita, non sono riusciti a controbilanciare l’andamento negativo dei prodotti tradizionali.

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          • 17 giu 2016

            Nel 2015 la crescita, seppur debole, dell’economia europea favorita dalla ripresa della domanda interna ha avuto ripercussioni positive sul settore assicurativo in quasi tutti i Paesi europei. Per quanto riguarda l’assicurazione vita, in quasi tutti i Paesi dell’area dell’euro si è assistito a un rallentamento della crescita della raccolta condizionato dal contesto macroeconomico-finanziario caratterizzato da tassi di rendimento dei titoli di Stato molto bassi, soprattutto nei Paesi “core”, e dalle tensioni riemerse sui mercati finanziari gli ultimi mesi del 2015 che hanno riorientato la domanda dalle polizze linked verso i prodotti tradizionali. In controtendenza la Spagna, che dopo anni di crescita negativa è riuscita a riportare la crescita dei premi vita in territorio positivo, grazie all’incremento della vendita di polizze di puro rischio che, spinta dalla ripresa del mercato immobiliare, è aumentata del 7,6%.

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          • 30 giu 2015

            Nel 2014 i primi segnali di miglioramento dell'economia e le favorevoli condizioni finanziarie hanno favorito la raccolta e la profittabilità del settore assicurativo in quasi tutti i paesi europei. In Italia la raccolta complessiva ha raggiunto il massimo storico, oltre 150 miliardi. Secondo le stime dell'ANIA, circa un terzo dei nuovi contratti emessi nel 2014 è riferito a prodotti ibridi, che combinano garanzie parziali su capitale e rendimento con prodotti linked, la cui proporzione può variare nel tempo. Nei rami danni, la contrazione della raccolta è stata determinata dalla riduzione del 7% dei premi RC Auto, conseguenza di una frequenza sinistri al minimo storico e di costi medi stazionari.

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          • 30 giu 2014

            Nel 2013 il settore assicurativo europeo ha registrato risultati tutto sommato positivi. La crescita dei premi è stata superiore all'anno precedente nel ramo vita; la performance del ramo danni, in termini di variazione percentuale, è stata invece in media in linea con quella del 2012. In Italia, nel 2013 la raccolta complessiva è cresciuta del 13,3%. In particolare, i premi vita (lavoro diretto italiano) sono cresciuti del 22,5%; positivo pure il dato relativo ai premi di nuova produzione vita (pubblicati dall’ANIA e relativi alle imprese italiane e UE) che nel 2013 sono aumentati del 31,3%.

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          • 28 giu 2013

            L’incerta situazione dell’economia europea e dei mercati finanziari ha inciso pe-santemente sull’andamento dell’industria assicurativa nel 2011. La raccolta dei rami vita si è indebolita fortemente rispetto all’anno precedente in tutti i princi-pali mercati europei. Pesa su questo risultato, in primo luogo, l’indebolimento del-la capacità di risparmio delle famiglie osservata in molti paesi. A ciò si aggiunge il calo dei rendimenti garantiti dei prodotti tradizionali, determinato dai livelli stori-camente bassi dei tassi di interesse nel 2009-2010, e la fortissima concorrenza dei prodotti di risparmio di origine bancaria (depositi e obbligazioni) la cui offerta è aumentata a seguito dell’acuirsi delle difficoltà di molti intermediari ad acquisire liquidità sui mercati interbancari. Queste tendenze sono chiaramente visibili nel mercato italiano dove la raccolta è scesa del 12,3% (18,3% se si considera il solo lavoro diretto delle compagnie italiane), con una contrazione della raccolta ban-cassurance superiore al 25%.

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          • 29 giu 2012

            L’incerta situazione dell’economia europea e dei mercati finanziari ha inciso pe-santemente sull’andamento dell’industria assicurativa nel 2011. La raccolta dei rami vita si è indebolita fortemente rispetto all’anno precedente in tutti i princi-pali mercati europei. Pesa su questo risultato, in primo luogo, l’indebolimento del-la capacità di risparmio delle famiglie osservata in molti paesi. A ciò si aggiunge il calo dei rendimenti garantiti dei prodotti tradizionali, determinato dai livelli stori-camente bassi dei tassi di interesse nel 2009-2010, e la fortissima concorrenza dei prodotti di risparmio di origine bancaria (depositi e obbligazioni) la cui offerta è aumentata a seguito dell’acuirsi delle difficoltà di molti intermediari ad acquisire liquidità sui mercati interbancari. Queste tendenze sono chiaramente visibili nel mercato italiano dove la raccolta è scesa del 12,3% (18,3% se si considera il solo lavoro diretto delle compagnie italiane), con una contrazione della raccolta ban-cassurance superiore al 25%.

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          • 29 lug 2011

            Il forte recupero della raccolta registrato dal settore vita nel 2009 è continuato a ritmi sostenuti in tutti i principali mercati durante il 2010. A trainare la crescita sono stati ancora una volta i prodotti a ridotto rischio finanziario, la cui domanda ha beneficiato di una curva dei rendimenti piuttosto ripida e della volatilità dei mercati azionari, che in molti paesi ha penalizzato la crescita dei prodotti linked. Il mercato italiano si è confermato il più dinamico, crescendo del 9,2%.

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