Outlook
Il recente conflitto statunitense e israeliano con l’Iran avrà un effetto negativo sulla crescita dell’economia globale, incidendo sia sui prezzi dell’energia sia sulla fiducia.
Prima del conflitto si prevedeva una crescita di almeno il 3% nel 2026, grazie ai precedenti tagli dei tassi di interesse, ad un impulso fiscale positivo in molte grandi economie e alla progressiva attenuazione delle incertezze commerciali. Nello scenario base di un’escalation del conflitto limitata, l’effetto negativo dovrebbe risultare contenuto: inferiore a 0,2 p.p. negli Stati Uniti, economia energeticamente autosufficiente, pari a 0,2-0,3 p.p. nell’area euro e leggermente superiore in Asia. Tale scenario poggia sull’ipotesi che sia gli Stati Uniti sia la Cina abbiano un interesse diretto a mantenere il conflitto circoscritto: la Cina dipende infatti dalle importazioni di energia fossile dalla regione, mentre gli Stati Uniti si preparano alle elezioni di medio termine, nelle quali la dinamica del costo della vita rivestirà un ruolo centrale. Di fronte ad uno shock di natura stagflazionistica, le banche centrali potrebbero accettare l’aumento dell’inflazione qualora il rialzo dei prezzi del petrolio si rivelasse solo temporaneo. Cionondimeno, tale contesto ridurrebbe i margini per ulteriori tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Il potenziale impatto sui prezzi al consumo dell’area euro non dovrebbe essere trascurabile. A inizio marzo appare improbabile che la BCE aumenti i tassi, ma un picco duraturo dei prezzi dell’energia aumenterebbe la probabilità di rialzi, per evitare il rischio di effetti inflazionistici di secondo ordine. Nel complesso, l’evoluzione del conflitto rimane soggetta ad elevata incertezza e una sua prolungata escalation comporterebbe un rischio di stagflazione.
In questo contesto, Generali è focalizzata sull’esecuzione del piano strategico Lifetime Partner 27: Driving Excellence secondo tre priorità strategiche: eccellenza nelle relazioni con i clienti, eccellenza nelle competenze chiave ed eccellenza nel modello operativo del Gruppo. Il piano strategico si fonda su tre pilastri: Persone, AI e Dati e Sostenibilità. Il Gruppo sta ulteriormente rafforzando il suo approccio Lifetime Partner attraverso un’esperienza cliente immediata, omnicanale e personalizzata, accelerando al contempo la crescita mirata nelle aree preferenziali, aumentando le competenze tecniche e portando a scala l’AI e piattaforme a livello di Gruppo.
Nel Vita, Generali punterà a una crescita profittevole facendo leva sull’ampia base di clienti e sulla forte presenza distributiva, rafforzando competenze tecniche e semplificando l’offerta con soluzioni innovative lungo tutte le fasi di vita. Le principali aree di focus riguardano i prodotti di protezione e salute nonché le soluzioni assicurative di risparmio a basso assorbimento di capitale, con servizi integrati per diventare il partner di riferimento nella salute, nella previdenza e nel risparmio. L’offerta di prodotti ibridi e unit-linked continua ad essere una priorità, rispondendo alle crescenti esigenze dei clienti in termini di sicurezza finanziaria, con l'obiettivo di diventare il partner di riferimento per la previdenza e il risparmio.
Nel segmento Danni, l’obiettivo del Gruppo è di massimizzare la crescita profittevole - soprattutto sulla linea non auto - nei mercati assicurativi in cui è presente, rafforzando la propria presenza e ampliando l’offerta nei paesi ad alto potenziale di crescita. Il Gruppo conferma e rafforza il suo approccio flessibile nei confronti degli adeguamenti tariffari, considerando anche il bisogno di coperture assicurative contro le catastrofi naturali. L’offerta nella linea non auto continuerà a crescere con soluzioni modulari disegnate su specifici bisogni del cliente. Generali proseguirà il focus su soluzioni assicurative legate all’ambiente e ai cambiamenti climatici. In questa direzione, ha creato il Group Climate Hub, per la definizione di metodologie e approcci per comprendere e gestire i rischi fisici e catastrofali.
Con riferimento alla politica degli investimenti, il Gruppo continuerà a perseguire una strategia di asset allocation volta a garantire la coerenza con le passività verso gli assicurati e a migliorare i rendimenti corretti per il rischio, con particolare attenzione all’incremento della redditività corrente. Gli investimenti in private e real asset continueranno a essere perseguiti gradualmente, per rafforzare la diversificazione del portafoglio e cogliere opportunità, adottando un approccio prudente che tenga conto della minore liquidità e della maggiore complessità di tali strumenti. Nel real estate, il Gruppo perseguirà una politica di diversificazione geografica e settoriale, monitorando e valutando attentamente le opportunità di mercato e la qualità degli asset.
Nell’Asset & Wealth Management, l’Asset Management continuerà ad ampliare l’offerta di prodotti, in particolare nei real asset e nei private asset, e a rafforzare i canali di distribuzione, anche facendo leva sulle competenze integrate con l’acquisizione di MGG Investment Group. Nel Wealth Management, il gruppo Banca Generali proseguirà nella strategia di crescita, anche grazie all’acquisizione di Intermonte e al lancio di Insurbanking, e nel focus sulla solida remunerazione degli azionisti.
Attraverso il piano Lifetime Partner 27: Driving Excellence - il Gruppo si impegna a realizzare nel triennio 2025-2027 ambiziosi target:
- una forte crescita dell’utile per azione: 8-10% CAGR dell’EPS2;
- una solida generazione di cassa: > € 11 miliardi di flussi di cassa netti cumulativi3;
- aumento del dividendo per azione4: >10% CAGR del DPS5 con ratchet policy
attraverso un chiaro framework di gestione del capitale, con un ulteriore focus sui rendimenti per gli azionisti:
- oltre € 7 miliardi di dividendi cumulativi6 (2025-2027);
- l’impegno al riacquisto di azioni proprie per un minimo di € 0,5 miliardi su base annuale, da valutarsi all’inizio di ciascun anno di piano (per un impegno complessivo di almeno € 1,5 miliardi5 lungo il periodo di piano), con un riacquisto di azioni proprie pari a € 0,5 miliardi eseguito nel 2025 e un ulteriore riacquisto da € 0,5 miliardi da avviare nel corso del 20265.
1 Per la definizione dell’utile netto normalizzato, si rimanda alla nota 2 a pagina 2.
2 CAGR su tre anni, basato sul risultato netto normalizzato di Gruppo.
3 Espressi in visione di cassa.
4 Subordinatamente a tutte le autorizzazioni del caso.
5 Tasso annuo composto di crescita del dividendo per azione a 3 anni con base pari al dato 2024 di € 1,28 per azione.
6 Subordinatamente a tutte le autorizzazioni del caso.