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          23 dicembre 2020 - 12:00

          La lotta al Coronavirus in Taiwan, le strategie di prevenzione

          Taiwan è uno dei Paesi che ha contenuto meglio di altri la diffusione del Covid-19

          La pandemia di Covid-19 sta rappresentando una grande sfida per tutti i paesi del mondo e ha messo a dura prova i sistemi sanitari e organizzativi anche delle economie più sviluppate, sia in Occidente che in Asia. Pur mantenendo alcuni degli standard indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), le misure di contenimento della pandemia variano radicalmente da paese a paese, al pari delle iniziative di prevenzione per evitare o mitigare gli effetti di nuove ondate pandemiche. Tra gli Stati che meglio hanno risposto alla pandemia di Coronavirus figurano Vietnam, Taiwan, Islanda, Nuova Zelanda e Singapore, che hanno avviato piani di emergenza in modo rapido e azioni di contenimento e tracciamento dei contagi efficaci, anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie.

          Un altro Paese che ha reagito in modo tempestivo alla pandemia di Coronavirus è Taiwan che, al pari del Vietnam, ha registrato un numero molto limitato di contagi e di decessi (poco più di 600 casi dall’inizio della pandemia e sette vittime al 24 novembre 2020). Taiwan ha risposto con maggiore tempestività rispetto ad altri Paesi della regione asiatica maggiormente sviluppati come il Giappone. Gli esperti affermano che la chiusura anticipata dei confini e la stretta regolamentazione dei viaggi hanno contribuito notevolmente alla lotta contro il Coronavirus. Altri fattori includono il tracciamento rigoroso dei contatti, l’impiego della tecnologia per mantenere sotto controllo i contagi, i regimi di quarantena e l'uso diffuso delle mascherine. A favorire inoltre l’efficacia della risposta di Taiwan alla pandemia di Covid-19 è stata la capacità di delineare una visione chiara della situazione epidemiologica nella vicina Cina, consentendo di agire in modo tempestivo e di implementare una strategia di contenimento che si è dimostrata una delle più riuscite al mondo.  L'isola ha utilizzato la tecnologia per rintracciare casi sospetti di Coronavirus e lo fa ancora oggi: se un cittadino risulta positivo, gli vengono messi a disposizione un taxi e una camera in hotel per la quarantena. Taiwan ha anche mantenuto una scorta di mascherine per il viso, un adeguato numero di medici e di capacità di laboratorio per gestire un’eventuale seconda ondata. Al pari del Vietnam e di altri Paesi dell’Asia, anche Taiwan ha basato gran della propria risposta sull’esperienza derivante dall’epidemia di Sars nel 2003 che ebbe fortissimo impatto sull’isola, rendendola il terzo paese al mondo per numero di casi e decessi - 346 contagi totali e 73 vittime – con una fatalità del 21,1%. A seguito dell’esperienza del 2003, Taiwan ha rafforzato i preparativi per la prossima epidemia, ad esempio la creazione di una rete di prevenzione delle malattie infettive e lo svolgimento di esercitazioni annuali negli ospedali.


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