All’ITC Europe, HITS sottolinea il crescente impatto della disinformazione sul settore assicurativo nell’era dell’Intelligenza Artificiale
Mentre l’IA accelera la diffusione e la sofisticazione di informazioni false, gli assicuratori stanno iniziando a confrontarsi con una nuova categoria di rischio, che va ben oltre il mondo digitale.
Generali è stata tra i leader del settore che hanno partecipato all'ITC Europe, uno dei principali eventi del settore assicurativo dedicati all'innovazione e alla tecnologia, tenutosi quest'anno a Barcellona. Samyr Mezzour, Chief Venturing Officer di HITS, Corp-Up Studio di Generali, ha tenuto un discorso su un argomento che sta acquisendo sempre maggiore rilevanza in tutto il settore: l'impatto della disinformazione sul settore assicurativo.
Durante la sessione, Mezzour ha spiegato che il World Economic Forum ha monitorato nel suo rapporto annuale i rischi globali, indicando la disinformazione e la misinformazione (denominate DisMis da HITS) emergenti come uno dei principali rischi globali. È stata classificata come il primo rischio nel 2024 e nel 2025, e come il secondo nel 2026, subito dopo il tema della conflittualità geoeconomica.
Ha inoltre approfondito come le informazioni false e fuorvianti possano generare conseguenze concrete che, in ultima analisi, si traducono in richieste di risarcimento, perdite e nuove forme di rischio. Dalle frodi e truffe finanziarie basate sui deepfake, alla disinformazione sul clima, dalla polarizzazione sociale che porta a disordini e ad atti di vandalismo, alle tendenze online dannose per la salute, l’impatto della disinformazione è sempre più visibile nelle economie, nelle comunità e nelle imprese.
Questa sfida sta diventando ancora più urgente con l'accelerazione dell'Intelligenza Artificiale, che rende la creazione e la distribuzione di contenuti ingannevoli più veloce, più economica e più convincente. Di conseguenza, individui e organizzazioni, in particolare quelli con meno risorse, garanzie o protezione più bassa, stanno diventando più esposti. Per rispondere a questo, le organizzazioni di tutti i settori sono chiamate a ripensare il modo in cui valutano e gestiscono le minacce emergenti.
Sebbene governi, ricercatori, aziende tecnologiche e organizzazioni della società civile abbiano lanciato iniziative per contrastare la disinformazione, gli sforzi rimangono spesso frammentati nonostante la natura sistemica della sfida. Mezzour ha sottolineato la necessità di una risposta più coordinata per affrontare efficacemente questo rischio globale di primo piano.
Per gli assicuratori, comprendere queste dinamiche in evoluzione sarà sempre più importante man mano che i panorami di rischio diventano più interconnessi e influenzati dai comportamenti online.
Il messaggio principale è chiaro: la disinformazione non rimane online; diventa un rischio, e quel rischio grava già sui nostri bilanci, direttamente o indirettamente.
Il dibattito tenutosi all’ITC Europe ha rispecchiato una tendenza più ampia del settore: la crescente consapevolezza che i rischi associati alla disinformazione possano essere generati online, attraverso sia i social media che i modelli di IA più sofisticati presenti sul mercato, ma le loro conseguenze si fanno sempre più sentire nel mondo reale, a livello finanziario, ambientale, socio-politico e in materia di salute pubblica.
Grazie alla loro presenza all’ITC Europe, i nostri colleghi di HITS hanno contribuito a mettere in luce la disinformazione come rischio emergente chiave nell’era dell’IA e le sue implicazioni per il settore assicurativo, segnando al contempo l’inizio del percorso di Generali alla ricerca di soluzioni significative a questa sfida globale.