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          Soluzioni per ripartire: da una Ong in Myanmar al Mit di Boston

          Nella zona agricola del Magway, nel cuore del Myanmar, da sempre si producono arachidi, fagioli e un sesamo molto richiesto soprattutto dal mercato indiano e cinese. Ma la terra, che in questi giorni viene preparata per la semina, è arida e sabbiosa nonostante la presenza di uno dei più grandi fiumi del mondo: l’Irrawaddy. Questo terreno ostile e difficile è una delle aree del Myanmar più esposte al cambiamento climatico e c’è sempre il rischio che un regime troppo basso delle piogge monsoniche faccia persino saltare parte del raccolto. Infine, molti contadini non hanno accesso al credito. E in questi mesi, con le misure anti Covid-19, che limitano spostamenti e complicano qualsiasi operazione, le cose sono peggiorate. E’ vero per la semina diffusa del riso monsonico - che rappresenta l'80% della produzione birmana e che inizia in questi mesi  con raccolti a settembre e ottobre – ed è vero ancora di più nella dry zone di Magway. Poiché  i prestiti di governo e istituti di microfinanza sono sospesi, molti agricoltori non sono in grado nemmeno di  investire in sementi.

          Per risolvere l’atavico problema del finanziamento e del miglioramento dei raccolti, il Cesvi, una Organizzazione non governativa di Bergamo (Italia) che da anni lavora in Myanmar, ha ideato alcune linee di sostegno ai contadini poveri della zona: garantire con un fondo specifico che abbiano accesso al credito e far loro dei corsi di aggiornamento sulla qualità delle sementi e le innovazioni tecnologiche allo scopo di migliorare la qualità dei prodotti con standard internazionali. E’ un investimento solidale della Cooperazione italiana (Aics- http://www.aicsyangon.org/ngo/cesvi) per circa 2 milioni di euro su tre anni. Non poco da queste parti. Ma il Covid-19 rischiava di bloccare tutto per mesi il che significava anche produrre ancora coi vecchi sistemi e senza accesso al credito.

          Per evitarlo il Cesvi ha applicato il sistema webinar ormai diffusissimo e che ha sostituito l’impossibilità di riunirsi con un pubblico. I contadini non posseggono computer ma tutti hanno un telefonino e, con l'aiuto dei figli, possono raggiungere un’apposita  piattaforma facebook dove si tengono corsi di un’ora. Quanto alla microfinanza, con le stesse web riunioni, il progetto è andato avanti. Il dottor Myo Ming Aung, agronomo e coordinatore locale con una lunga esperienza sul campo – tiene le sue riunioni dall’ufficio Cesvi di Bagan che dista chilometri da Magway. Ma i contadini si stanno abituando a questa forma bizzarra di comunicazione che consente di non interrompere il flusso di informazioni. E dunque nemmeno quello del denaro. Non è la stessa cosa ovviamente, ma è un nuovo fronte che non si è fatto intimorire dal Covid-19. E nemmeno dai capricci del clima del Magway.

          Anche al Mit di Boston, la fucina dell’innovazione, sono sotto pressione per il Covid-19. Ma, come sempre, si danno da fare. Su più fronti. Ci informano che all’Università di Washington, hanno sviluppato una linea di simulatori diagnostici per ecografia medica. Questi dispositivi, dei computer multifunzionali, vengono utilizzati per addestrare colleghi, residenti e studenti di medicina e medicina pre-medica nell'esecuzione di procedure con ultrasuoni.  Ora si è adattato il  corso alla  natura urgente della pandemia il che consente di  eseguire, per esempio, una scansione degli organi malati che interessano e confrontarli con organi sani: cuori con vari gradi di contrazione, ad esempio, per avere un'indicazione della funzionalità cardiaca. Poiché i due cuori sono visualizzati fianco a fianco e i battiti sono sincronizzati, è più facile individuare la disfunzione. Un modo che, come sempre più accade, ha avvicinato medici a... ingegneri. (https://alum.mit.edu/slice/training-clinicians-spot-heart-failure-covid-19-patients)

          Un altro fronte è l’arte: Samantha Farrell è l'assistente di Vladimir Bulović, il direttore del MIT.nano, ma è anche una musicista professionista. In un podcast che si può ascoltare qui 
          (https://soundcloud.com/mitnewsoffice/musical-conversation-with-samantha-farrell) spiega  come la musica la mantenga concentrata, produttiva e di buon umore anche in un periodo di distanziamento fisico. Sostiene che l’arte ha un ruolo importante e che musicisti, registi e artisti sono più che mai necessari per superare questo difficile momento.