Investitore responsabile

Tre storie di turismo sostenibile

Viaggiare in modo diverso si può

Si possono ammirare i delfini senza chiuderli in un acquario e nuotando in mare aperto assieme a loro? È possibile, facendo un classico giro turistico in India, toccare con mano anche la realtà sociale più dura del Paese e al contempo aiutarne lo sviluppo? Si può fare una eco vacanza nel tropico centroamericano senza rinunciare a nulla ma essendo sicuri che quel che si mangia è a chilometro zero?

 

Sono tre esempi di turismo sostenibile, di vacanze gestite da associazioni non profit o da imprenditori che, al contrario, non rinunciano al loro profitto ma lo fanno coniugando le vacanze al rispetto dell’ambiente e della natura. Molti però non si accontentano delle etichette o della reclame che questo o quel posto si fanno su internet. E qualcuno va anche a verificare. È il caso di queste tre storie che si svolgono in Australia, Costa Rica e India e che sono state raccolte da Florian Kaefer e Natalia Ferrer Roca, due viaggiatori curiosi che lavorano al Sustainability Leaders Project, nato nel 2014 con lo scopo di condividere informazioni sul turismo sostenibile. Visto il loro interesse per esperienze reali di un nuovo modo di fare i turisti, hanno deciso di raccontare casi di buone pratiche legati alla sostenibilità del turismo, visitando strutture e partecipando a tour per farsene un’idea oltre le apparenze  perché, dicono, “...col tempo, abbiamo notato che ciò che i nostri lettori apprezzavano di più era l'accesso "dietro le quinte" alle esperienze personali, alle storie e alle riflessioni dei principali professionisti del turismo e a quelle che già avevano successo con le loro pratiche di sostenibilità”.

 

Al primo posto nella loro top10 (ma in realtà non c’è un voto più o meno alto ma solo la segnalazione di nove casi interessanti) c’è il Dolphin Discovery Center a Bunbury, nella regione di South West, in Australia Occidentale. A un’ora e mezza da Perth, la baia di Koombana ospita i delfini tursiopi che visitano regolarmente una zona dove è possibile intercettarli con una certa frequenza. Il tursiope, o delfino dal naso a bottiglia, è un cetaceo odontoceto della famiglia dei delfinidi ed è una delle rare specie di delfini che sopporta la cattività ed è infatti il più comune nei delfinari. Ma in questo caso il delfinario non c’è: i visitatori infatti hanno la possibilità di nuotare con i delfini tursiopi nel loro ambiente naturale. Accompagnati da guide esperte e da volontari addestrati, a seconda degli avvistamenti di delfini, i nuotatori vengono guidati nell'acqua in cui questi mammiferi marini possono (o meno) decidere di iniziare l'interazione con loro.  La filosofia del Dolphin Discovery Center – un’impresa non profit - è di promuovere la ricerca, la conservazione e l'educazione dei delfini tursiopi e di altre forme di vita marina. Secondo Florian e Natalia è proprio così.

 

Più standard forse come esperienza, e senza rinunciare a un grammo di tropicale lusso paradisiaco, è – sempre secondo Sustainability Leaders Project – una vacanza a Rancho Margot, in Costa Rica, una struttura con vocazione ecologica ma non priva di comfort: relax, corsi di yoga, canoa, piscine naturali, tour nella foresta in una situazione di natura incontaminata e in bungalow spartani ma molto raffinati dove non manca nulla, nemmeno il wi-fi. Il ranch produce organicamente tra il 50 e il 75% di quel che lavoratori e ospiti consumano e il 100% della carne. Il chilometro zero è garantito.

 

Esperienza del tutto diversa invece quella di Reality Tours & Travel, una compagnia di turismo responsabile attiva in quattro siti indiani. La sua particolarità è quella di coniugare vacanze ed esperienze reali ma non soltanto nei musei o visitando le bellezze naturali classiche del viaggio in India: oltre a quelle, il tour comprende infatti anche visite negli slum di Bombay o di Delhi. E l’80% dei proventi di questi tour va a finire nelle mani della comunità dove il turista diventa consapevole della realtà sociale di queste grandi città. È un’esperienza che esiste ormai da dieci anni e che coniuga responsabilità d'impresa a responsabilità personale di chi viaggia.

 

Nel valutare la sostenibilità dei vari progetti, Sustainability Leaders Project non valuta solo la coerenza con i principi del turismo sostenibile e la veridicità delle informazioni ma anche, ad esempio, se gli stipendi sono congrui. Dietro le quinte, appunto, qualche volta ci sono anche piacevoli sorprese.