Generali Group

                                 

          Il Group CEO di Generali Philippe Donnet intervistato alla conferenza “Managing Assets for Insurers” del Financial Times

          Il GCEO ha discusso il contributo del settore assicurativo e di Generali alla ripresa sostenibile e alla preparazione in caso di rischi futuri

          Guardando al futuro, ciò che conta è la ripresa. Ma non una ripresa qualsiasi: deve essere verde e sostenibile”, ha affermato il Group CEO di Generali Philippe Donnet, intervistato da Ian Smith durante la conferenza “Managing Assets for Insurers”, che si è svolta il 10 giugno. Alla conferenza hanno partecipato leader e investitori del settore assicurativo per discutere le strategie più efficaci per conseguire rendimenti, crescita sostenibile e stabilità in uno scenario economico incerto e caratterizzato dalla continua volatilità dei mercati.

           

          Durante l’intervista, il GCEO ha discusso il modo in cui il settore assicurativo europeo può far fronte ai rischi geopolitici e all’instabilità macroeconomica per contribuire alla ripresa sostenibile e alla resilienza futura. Ha inoltre fatto riferimento all’evoluzione delle strategie di investimento dovuta ai cambiamenti (e alle sfide) nell’attuale contesto macroeconomico, oltre a come soddisfare i requisiti normativi pur offrendo rendimenti più elevati. In risposta a una domanda sull’evoluzione dei fattori ESG nell’approccio di Generali agli investimenti Philippe Donnet ha poi affermato: “Credo sia importante che l'Europa abbia le sue agenzie di rating verdi e sostenibili”.

           

          Quest’anno celebriamo il nostro 190° anniversario. Abbiamo colto questa opportunità per lanciare un nuovo fondo di investimento, ‘Fenice 190’, dedicato alla ripresa sostenibile”.

           

          Philippe Donnet ha inoltre sottolineato che, in un contesto che permane incerto a causa della pandemia, il settore assicurativo europeo può ricoprire un ruolo cruciale a supporto di una ripresa più verde e sostenibile, potendo fare leva su una notevole esperienza nell’ambito degli investimenti e avendo a disposizione un patrimonio gestito pari a € 11 mila miliardi, di cui € 630 miliardi quello di Generali. Con un risultato operativo record nel 2020 e un ottimo inizio del 2021, il Gruppo è ben posizionato per sostenere la società e l’economia reale, oltre che per contribuire alla preparazione in caso di rischi futuri.

          Nell’ambito di questo sforzo per dare impulso alla ripresa europea e in occasione del suo 190° anniversario, Generali ha lanciato “Fenice 190”, il piano quinquennale rivolto ai paesi europei in cui opera per una crescita sostenibile in infrastrutture, innovazione e digitalizzazione, PMI, abitabilità green, strutture healthcare, educazione.

           

          Al fine di contribuire alla resilienza futura, il settore assicurativo può anche impegnarsi nella gestione dei rischi dovuti a crisi impreviste. “In Generali abbiamo assunto un atteggiamento proattivo per proporre e sviluppare un meccanismo europeo di protezione dalle pandemie, che consisterà in una collaborazione tra settore pubblico e settore privato”, ha aggiunto Philippe Donnet. A tal proposito, il GCEO ha proposto la creazione di un fondo pandemico internazionale (Pandemic Risk Pool) a più livelli, che riunisca istituzioni europee, Stati membri e le principali compagnie di assicurazione e riassicurazione per creare forme di partenariato pubblico-privato e futuri meccanismi di protezione dai rischi.

           

          Abbiamo un’opportunità unica. Le compagnie di assicurazione sono investitori a lungo termine – possiamo investire nell’economia reale, real estate, private equity e infrastrutture con una prospettiva di lungo periodo. È in atto un dialogo molto positivo con i politici europei e degli stati membri, che comprendono perfettamente la necessità che la regolamentazione delle assicurazioni e degli investimenti sia coerente con il bisogno di una ripresa verde e sostenibile”.

           

          A proposito della Direttiva Solvency II, il GCEO ha sottolineato che si tratta uno strumento chiave per liberare capitali e indirizzarli verso progetti in linea con l'agenda politica della Commissione come il Green Deal, l'Unione dei mercati di capitali e, più in generale, gli investimenti a lungo termine che possono supportare la ripresa economica. Inoltre, nel quadro di tale direttiva e in considerazione del contributo degli assicuratori a sostegno dell'ambizione dell'UE di fare dell'Europa il primo continente climaticamente neutro, il GCEO ha elaborato una proposta per trattare i “Green Bond” come una classe di attivi a sé stante, alla luce della loro diversa natura e dei rischi più bassi rispetto ad altre tipologie di obbligazioni. L'idea è di considerare separatamente gli investimenti in obbligazioni green a lungo termine, con requisiti di capitale decrescenti per periodi di detenzione più lunghi.

           

          In risposta alla domanda su quale ritiene essere il rischio maggiore dopo la pandemia, Philippe Donnet ha affermato: “Il primo rischio è quello di non prendere le giuste decisioni per dare impulso alla ripresa economica e sostenibile”, auspicando poi che non si perda lo spirito emerso con i piani di ripresa sostenibile formulati da Unione europea e Stati Uniti. “L’altro rischio è quello di rinunciare alla ripresa sostenibile per concentrarsi su una ripresa a breve termine, che non sarebbe sostenibile”, ha aggiunto. “Mi auguro che i politici abbiano il coraggio necessario per impegnarsi sulla via di una ripartenza verde e sostenibile che richiede scelte difficili e coraggio politico”.