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          21 maggio 2021 - 14:00

          Diversità e inclusione come motore di sviluppo della società del futuro

          Elementi sempre più importanti per contrastare le discriminazioni e favorire crescita economica, miglioramento della salute mentale e fisica e coesione sociale

          Diversità e inclusione sono diventati elementi intrinseci della società di oggi. All’interno del concetto di D&I (Diversity and Inclusion), la componente della diversità è infatti essenziale per la creazione di una cultura inclusiva all'interno dell’azienda, del tessuto sociale e dei luoghi di lavoro. È ormai ampiamente accettato, infatti, che la parità – ad esempio di genere, etnia e religione – nell'istruzione e nell'occupazione sia fondamentale per la crescita economica e la coesione sociale. In particolare, i benefici derivanti da diversità e inclusione sono numerosi per le comunità e rappresentano un motore di sviluppo delle società intese come sistemi economici e di rapporti sociali.

           

          Come ben evidenziato da un rapporto di Deloitte, l'inclusione sociale genera una serie di vantaggi economici attraverso il rafforzamento delle reti sociali e l’aumento della fiducia e la riduzione delle barriere affinché gli individui realizzino il proprio potenziale.

           

          Tali vantaggi generati da diversità e inclusione possono essere sintetizzati in cinque dimensioni-chiave, vale a dire: l’aumento della produttività sul posto di lavoro; migliori risultati occupazionali; il miglioramento della salute mentale e fisica; un costo ridotto dei servizi sociali; una crescita inclusiva.

           

          Quanto al primo punto, non vi è dubbio che la diversità possa essere fonte di creatività e innovazione, aumentando di conseguenza la produttività; l'inclusione sociale può inoltre incentivare la redditività e aiutare i segmenti di mercato.

           

          Per ciò che concerne il secondo punto, una maggiore inclusione sociale significa che le persone hanno meno probabilità di dover affrontare le discriminazioni, aumentando al contempo la loro capacità di ottenere un impiego o di prolungare l'orario di lavoro e contribuendo così attivamente alla crescita dell’economia.

           

          Sul terzo punto – miglioramento della salute mentale e fisica – vale la pena ricordare che l'inclusione sociale può contrastare l'isolamento e aumentare la partecipazione alla vita della comunità, il che a sua volta aiuta ad alleviare i problemi di salute, in particolare i problemi di salute mentale come ansia e depressione.

           

          Va inoltre considerato che l'inclusione sociale riduce il costo dei servizi sociali allentando la pressione sul sistema sanitario pubblico e riducendo il bisogno di reddito e di sussidi per l'alloggio.

           

          Infine, aumentando i salari e la partecipazione della forza lavoro nelle comunità, i benefici della crescita economica possono essere condivisi in modo più equo tra tutte le comunità.

           

          Secondo il Global Gender Gap Report 2021, i progressi verso la parità di genere sono in fase di stallo in diverse grandi economie, soprattutto a causa delle chiusure imposte dalla pandemia di Covid-19 che hanno colpito maggiormente i settori a più alta occupazione femminile.

           

          Non mancano, tuttavia, le note positive che si registrano soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e, in particolare, in Lituania, Serbia, Timor Est, Togo ed Emirati Arabi Uniti: questi cinque Paesi hanno infatti ridotto il divario di genere di almeno 4,4 punti percentuali o più. Nel caso di Timor Est e Togo, questi due Paesi sono riusciti anche a colmare il divario economico di almeno 17 punti percentuali interi nell'intero anno trascorso.

           

          Complessivamente, è l'Islanda che si conferma ancora una volta – la dodicesima – il Paese con la migliore parità di genere al mondo. Un caso degno di nota è quello del Ruanda, dove sono stati fatti molti investimenti in questi anni nello stimolare la parità di genere, come testimoniato da una serie di iniziative per sostenere la partecipazione delle donne nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Tic) e nei campi della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica: tra queste il concorso Miss Geek Rwanda, promosso da Girls in Ict Rwanda con l’obiettivo di incoraggiare le ragazze in età scolare a sviluppare idee tecnologiche o imprenditoriali innovative.