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COP26: appuntamento a Glasgow

Il cambiamento climatico impone interventi rapidi e radicali per rispettare gli impegni presi a Parigi nel 2015. La strategia di Generali a tutela del clima offre una risposta alla necessità di ripensare il contributo del settore assicurativo per mitigare i rischi e proteggere l’economia e la società

La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2021 (COP26), in programma dal 31 ottobre al 12 novembre a Glasgow, rappresenta un appuntamento cruciale per il futuro del pianeta. Dalla prima Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ospitata a Kyoto nel 1997, il cambiamento climatico è infatti passato dall’essere una questione marginale a diventare una priorità globale, e la maggior parte degli esperti è concorde nel sottolineare il carattere straordinario e urgente dell’appuntamento, in vista della quale il Regno Unito – che copresiederà la conferenza insieme all’Italia – ha lavorato a lungo con ciascun Paese per raggiungere un accordo su come affrontare i cambiamenti climatici.

I rappresentanti di oltre 190 Paesi attesi al vertice di Glasgow sono pertanto chiamati non solo a ribadire, ma a superare gli impegni presi a Parigi nel 2015 (neanche lontanamente sufficienti per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi) nella consapevolezza che la finestra utile per il raggiungimento di questo obiettivo si sta chiudendo e che occorre molto di più per mantenere viva la speranza di centrare l’obiettivo.

Il cambiamento climatico, come ormai noto, ha imposto un serio ripensamento dei modelli di business e delle politiche aziendali, con ripercussioni inevitabili sui diversi settori, non ultimo quello assicurativo.

I disastri naturali più forti e frequenti stanno infatti provocando danni a ritmi da record, mettendo a rischio interi sistemi alimentari, e le compagnie assicurative di tutto il mondo sono sempre più preoccupate del fatto che non si tratti più di eventi catastrofici individuali, ma di interazioni tra il clima globale e i sistemi umani.

La strategia di Generali a tutela del clima

Eventi catastrofici più frequenti, in combinazione con la necessità di soddisfare i requisiti normativi in ​​evoluzione, possono minacciare i modelli di business aziendali e rendere l'assicurazione di alcuni rischi insostenibile per i clienti o irrealizzabile per gli assicuratori. Per questo è necessario adottare soluzioni assicurative che vadano oltre il tradizionale trasferimento del rischio per affrontare esplicitamente la mitigazione del rischio. Per gli assicuratori è importante cogliere questo momento per testare la propria esposizione al rischio climatico, riequilibrare i portafogli e usare la propria comprensione del rischio per aiutare le organizzazioni a mitigarlo e adattarsi, e quindi a proteggere una quota maggiore dell'economia globale.

Con la sua nuova Strategia a tutela del clima, presentata lo scorso giugno, Generali prevede di:

  • stanziare tra gli 8,5 e i 9,5 miliardi di dollari di nuovi investimenti verdi e sostenibili nel periodo 2021-2025, in linea con il precedente obiettivo di 4,5 miliardi di euro fissato tra il 2019 e il 2021, superato con un anno di anticipo
  • definire una roadmap per la completa esclusione degli investimenti e delle attività di sottoscrizione nel settore del carbone termico, mirando ad eliminare completamente gli emittenti che operano nei Paesi OCSE entro il 2030 e quelli attivi nel resto del mondo entro il 2040
  • decarbonizzare gradualmente il suo portafoglio di investimenti per diventare “carbon neutral” entro il 2050, coerentemente con l'obiettivo dell'Accordo di Parigi di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali e con l'impegno assunto nell'ambito della Net-Zero Asset Owner Alliance.


Come target intermedio al 2025, Generali prevede inoltre di ridurre le emissioni di carbonio per il portafoglio corporate (obbligazioni societarie, azioni quotate) del 25 per cento e di allineare il portafoglio immobiliare al percorso di 1,5 gradi. La strategia, che aggiorna ed estende il piano esistente del Gruppo approvato nel febbraio 2018, impegna azioni significative legate alle attività di investimento e sottoscrizione, core business del Gruppo, impegnandosi per un futuro a basso impatto climatico.