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          01 febbraio 2021 - 12:00

          Il piano di Biden sul cambiamento climatico e sulla giustizia ambientale

          Come l’elezione di Joe Biden potrebbe cambiare la politica energetica degli Stati Uniti

          Gli ambiziosi obiettivi contenuti nell’Accordo di Parigi sul clima potrebbero ricevere nuovo impulso con il piano di Biden sul cambiamento climatico e sulla giustizia ambientale. Durante la sua campagna elettorale, l’ex vice di Barack Obama ha infatti promesso che avrebbe ricondotto gli Stati Uniti nel solco dell’accordo attraverso un piano per l’energia e il clima che prevede il raggiungimento dell’obiettivo zero emissioni entro il 2035 e una spesa di 2 mila miliardi di dollari in quattro anni per favorire l’efficientamento energetico di quattro milioni di edifici, investire nella produzione di veicoli elettrici e offrire ai consumatori incentivi finanziari per passare ad auto più pulite. Promesse ambiziose che, una volta insediato, il nuovo inquilino della Casa Bianca sembra essere ben intenzionato a rispettare fin da subito – probabilmente già da febbraio – cancellando così la decisione presa dal presidente uscente Donald Trump. Per farlo, non sarà necessario il voto del Senato dal momento che, trattandosi di un accordo preso a seguito di un ordine esecutivo, sarà sufficiente inviare una lettera alle Nazioni Unite in cui si dichiara l’intenzione di ricongiungersi, dopo di che il rientro ufficiale nell’accordo avrà effetto entro 30 giorni.

          Sebbene l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi – ufficialmente in vigore dallo scorso 4 novembre –non avrà necessariamente un impatto immediato sugli sforzi internazionali per mitigare il cambiamento climatico e attuare il quadro dell’accordo, non c’è dubbio che abbia rappresentato un colpo non indifferente agli ambiziosi sforzi fatti dalla comunità internazionale per ridurre le emissioni di CO2 in tempo per scongiurare una catastrofe ambientale annunciata: trattandosi della prima economia mondiale, infatti, gli USA sono fra i Paesi ad aver contribuito maggiormente al cambiamento climatico, per questo è straordinariamente importante che ritornino sui loro passi fin da subito, grazie al piano di Joe Biden sul cambiamento climatico e sull’ambiente. La sfida che attende l’amministrazione Biden, tuttavia, non è delle più semplici: durante la presidenza Obama – con Biden vicepresidente – gli Stati Uniti hanno promesso di ridurre le emissioni tra il 26 e il 28 per cento al di sotto dei livelli del 2005 entro il 2025, tuttavia il Paese non è arrivato neanche lontanamente vicino a raggiungere tale obiettivo e i pur timidi progressi si sono sostanzialmente arrestati durante l’amministrazione Trump, che ha smantellato più di 70 importanti normative ambientali in quattro anni.

          Per riuscire nell’impresa, lo staff dell’ex senatore del Delaware ha predisposto un ambizioso piano sul cambiamento climatico e sulla giustizia ambientale da 2 mila miliardi di dollari per investire in una transizione dai combustibili fossili all’energia pulita, ridurre a zero le emissioni di carbonio dall’energia elettrica entro il 2035 e raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050. Nel suo Piano per il clima e l'energia, Biden definisce il cambiamento climatico il problema numero uno che l’umanità deve affrontare e come uno dei quattro problemi principali per il Paese, oltre ad annunciare la firma – fin dal primo giorno della sua presidenza – di una serie di nuovi ordini esecutivi. Il prossimo presidente degli Stati Uniti chiederà quindi al Congresso di emanare una legislazione nel primo anno della sua presidenza che, fra le altre cose, stabilisca un meccanismo di applicazione che includa obiettivi fondamentali non più tardi della fine del suo primo mandato, nel 2025; effettui investimenti senza precedenti nell'energia pulita, nella ricerca e nell’innovazione sul clima; incentivi la rapida diffusione di innovazioni nel campo dell'energia pulita in tutta l'economia, specialmente nelle comunità più colpite dal cambiamento climatico. Sono inoltre stati promessi investimenti in infrastrutture “intelligenti” per realizzare edifici e trasporti in grado di resistere agli impatti dei cambiamenti climatici. 

          Il Biden Plan for a clean energy revolution and environmental justice prevede quindi un investimento federale di 1.700 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni – estendibili fino a oltre 5 mila miliardi facendo leva su ulteriori investimenti del settore privato, statale e locale – che sarà finanziato “cancellando i tagli fiscali di Trump per le società, riducendo gli incentivi per paradisi fiscali, l’evasione e l’outsourcing e assicurando che le società paghino la loro giusta quota”. Ancora, Biden ha già predisposto una serie di ordini esecutivi da adottare fin dai primi mesi della sua amministrazione, tra cui quello che prevede la conservazione del 30 per cento del suolo e delle acque entro il 2030 e la tutela dell’Arctic National Wildlife Refuge dalle trivellazioni petrolifere, oltre a nuove restrizioni sul metano per i pozzi di petrolio e gas; il rafforzamento degli standard di risparmio di carburante; l’aumento dell’efficienza degli edifici governativi; il miglioramento degli standard di efficienza per elettrodomestici ed edifici. Previsti, infine, un ordine per richiedere alle società pubbliche di rivelare i rischi climatici e le emissioni di carbonio nelle loro operazioni e l’organizzazione di un Vertice mondiale sul clima.