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          03 novembre 2020 - 14:50

          Il mondo delle imprese al tempo del Covid-19

          Come la pandemia ha accelerato il processo di transizione delle imprese verso un’economia più sostenibile

          La pandemia di Covid-19 ha avuto conseguenze non solo sulla salute pubblica e l’economia globale, ma anche sui comportamenti individuali che stanno subendo un mutamento epocale a causa di misure quali il distanziamento, la riduzione degli spostamenti e l’utilizzo di nuove forme di lavoro e modelli di business. La situazione economico-sociale innescata dal Covid-19 ha mostrato che possono verificarsi disastri naturali improvvisamente e inaspettatamente, e che siamo più vulnerabili di quanto avremmo potuto immaginare. In questo contesto la pandemia e la relativa crisi economica hanno posto una serie di sfide che vanno dalla maggiore sostenibilità del modo stesso di fare impresa alla digitalizzazione del processo organizzativo e produttivo, passando per la nascita di nuove modalità di sostegno alle aziende. Nel presente momento storico la sostenibilità può sembrare opprimente per molte piccole imprese che affrontano le sfide quotidiane e la sopravvivenza aziendale, soprattutto data l'attuale crisi da Covid-19. La pandemia ha però dimostrato l'urgente necessità di pratiche commerciali e catene di approvvigionamento più resilienti e sostenibili, oltre ad una evoluzione degli strumenti di finanziamento e di sostegno alle imprese. 

          Partendo dal concetto di sostenibilità, divenuto sempre più urgente nel periodo post-pandemico, ad oggi le Pmi sono molto meno attive delle grandi imprese nei settori ambientale, sociale e di governance (ESG). Secondo il rapporto sulla sostenibilità della Global Reporting Initiative (GRI) solo tra il 10-15 per cento di tutti i rapporti di sostenibilità nel 2017-2018 proveniva da Pmi. Le principali cause di questa situazione possono essere ricondotte a modelli di gestione snelli, con personale chiave e dirigenti proprietari che svolgono più ruoli nella gestione quotidiana della propria attività; dalla mancanza di risorse interne per pianificare a medio-lungo termine e affrontare questioni come la sostenibilità; dalla poca consapevolezza tra imprenditori e dipendenti sull'importanza della sostenibilità e dei suoi potenziali effetti positivi; dall’accesso al finanziamento. La crisi del Covid-19 ha dato risalto alla dimensione sociale tra i fattori Esg. Decisioni che riguardano i lavoratori, in particolare, la salute e la protezione sociale dei dipendenti, lo smartworking o politiche di disoccupazione, sono divenute fattori sempre più importanti all’interno sia del processo organizzativo e decisionale delle aziende che degli investitori. Anche l'azione delle imprese a favore  dell'ambiente e al clima è tra gli obiettivi di imprese e investitori.

          In risposta alla pandemia, diverse istituzioni internazionali tra cui il Fondo Monetario internazionale (FMI) e l’Unione europea hanno lanciato una serie di iniziative per consentire, oltre al sostegno delle imprese colpite dalla crisi, anche un mutamento radicale verso una maggiore sostenibilità. Il Green New Deal, annunciato dall’Ue prime della pandemia, e il nuovo Next generation EU plan, concepito proprio per far fronte alle conseguenze della pandemia, avranno fondi vincolati al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità. Sulla stessa onda anche la Banca centrale europea che ha annunciato il suo sostegno principalmente a progetti relativi all’economia circolare e a quelli che hanno un impatto per accelerare la lotta ai cambiamenti climatici. 

          Altro tema legato alla sostenibilità è alla resilienza delle imprese e quindi delle economie nell’era post Covid è quello rappresentanto dalla digitalizzazione. La pandemia ha aperto un'opportunità storica per sfruttare la digitalizzazione, rimodellare la finanza in linea con le esigenze dei cittadini e finanziare gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). La digitalizzazione per migliorare i processi produttivi e allargare l’accesso ai servizi e soprattutto ai finanziamenti è fondamentale per le imprese, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Il rapporto Onu “People's Money: Harnessing Digitalisation to Finance a Sustainable Future”, pubblicato lo scorso 26 agosto dalla Task Force sul finanziamento digitale degli Obiettivi di sviluppo sostenibile cerca di fornire una leadership globale nel contribuire a collocare lo sviluppo sostenibile al centro della dirompente evoluzione digitale della finanza, considerata la vera chiave per consentire una transizione verso l’economia sostenibile del futuro. Infatti, la pandemia sta dimostrando i vantaggi immediati della finanza digitale e l’immenso potenziale della digitalizzazione nel trasformare la finanza: le tecnologie di pagamento mobile hanno trasformato i telefoni cellulari in strumenti finanziari per oltre un miliardo di persone; inoltre, il digitale supporta i big data e l'intelligenza artificiale nel promuovere criptovalute e cripto-asset, prestiti peer-to-peer, piattaforme di crowdfunding e mercati online. Alla luce di ciò, vi è quindi un'opportunità storica per sfruttare la digitalizzazione nel connettere cittadini e imprese con i proprietari finali delle risorse finanziarie.