Generali Group

          dove siamo

                                   

          30 gennaio 2020 - 16:30

          Il futuro dell’agricoltura mondiale

          Nuovi trend, tecnologia, innovazione

          L’agricoltura è uno dei settori che negli ultimi anni è stato interessato da un’evoluzione sostanziale e profonda, nella produzione, nelle tecniche e nell’organizzazione del lavoro, e il futuro si prospetta all’insegna dell’innovazione.

          Se consideriamo la domanda di cibo globale, vedremo che è in aumento a causa principalmente di due fattori: l’aumento della popolazione globale e l’aumento di benessere. Per il 2050 le Nazioni Unite prevedono una popolazione terrestre di 9,7 miliardi di abitanti, fino a superare la soglia dei dieci miliardi nel 2100 con una popolazione totale di 10,8 miliardi, allo stesso modo la crescita del PIL pro capite mondiale continuerà regolare, trainata dallo sviluppo delle nuove economie asiatiche e africane, con una crescita annuale secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) che va dal 3,4% attuale fino a un valore del 2% previsto nel 2060.

          A questo vanno aggiunti anche dei trend strettamente correlati che contribuiscono all’evoluzione della produzione agricola: la diminuzione della forza lavoro rurale, l’aumento della produzione di biocarburanti per la produzione di energia e la sfida dell’agricoltura sostenibile, sensibile alle tematiche del climate change e del risparmio di energia.

          In un report congiunto, l’OCSE e l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) cercano di inquadrare il fenomeno nella sua interezza, analizzando le domande di vari tipi di produzioni agricole per continente. La crescita della domanda di cibo si concentrerà nelle regioni ad alta crescita demografica: in particolare India, Africa sub-sahariana, Medio Oriente e Nord Africa.

          Prendendo in esame i cereali (riso, mais, grano), la produzione ha superato il consumo totale negli ultimi anni, con un accumulo di scorte e conseguentemente, dei prezzi più bassi sul mercato. Il consumo pro capite della maggior parte dei cereali ha raggiunto livelli di saturazione in tutto il mondo ma la crescita della popolazione in Africa e Asia continuerà a guidare la domanda.

          Per quanto riguarda la carne (bovino, suino, pollame), la maggior parte dell'aumento nella produzione mondiale di carne ha interessato l’Australia, l'Unione Europea, gli Stati Uniti e la Russia e, in misura minore, Argentina, India e Messico, mentre è diminuita in Brasile e Cina, due dei maggiori produttori di carne al mondo. A livello globale è previsto un rallentamento della domanda di proteine animali, anche se i prezzi della carne diminuiranno in termini reali a medio termine. Questo calo è il risultato di una crescita più lenta del consumo di carne unita all'espansione dell'offerta nelle aree sviluppate del mondo.

          Nella prossima decade è previsto un forte aumento della quota di prodotti lattiero-caseari freschi nel consumo mondiale, anche qui a causa della forte crescita della domanda nei paesi in via di sviluppo. Oltre la metà della crescita mondiale nella produzione di latte sarà trainata dal Pakistan e dall’India, che entro il 2028 rappresenteranno oltre il 30% della produzione globale.

          Lo zucchero, pur essendo sotto l’occhio dei nutrizionisti per i suoi potenziali effetti negativi sulla salute causati dall’eccessivo consumo, continua a registrare un aumento nella domanda, soprattutto in molti paesi dove il consumo pro capite rimane ancora relativamente basso. Nonostante gli attuali prezzi bassi (a causa di un eccesso di offerta), è previsto che i prezzi dello zucchero grezzo e bianco subiranno un rialzo nei prossimi anni.

          Finora queste previsioni sono state fatte tenendo in considerazione il fatto che vi siano ancora ampie risorse di terra con potenziale di produzione agricola disponibile, tuttavia occorre considerare i numeri non solo dal punto di vista quantitativo ma anche da quello qualitativo. Gran parte della terra coltivabile non ancora utilizzata si trova concentrata in America Latina e Africa Sub-sahariana, ma non è disponibile in altri paesi dove la popolazione rurale sta attualmente crescendo, oppure gran parte della terra potenziale è adatta per crescere solo alcuni tipi di colture che non sono attualmente quelle più richieste dal mercato.