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    09 maggio 2018 - 17:15

    Welfare europeo e automazione

    Intervista a Izabela Styczynska

    In questa intervista Izabela Styczynska spiega perché le disuguaglianze stanno crescendo a livello globale e in che modo lo stato sociale europeo e il sistema educativo dovrebbero affrontare queste problematiche. "La fiducia nelle politiche dell'Unione Europa diminuisce costantemente, mentre le crescenti disparità sociali forniscono terreno fertile per un aumento del populismo e diventano un problema impegnativo e pericoloso nelle realtà odierna".

    L'attuale dibattito sull'economia e sulla società si concentra enormemente sulle crescenti disuguaglianze, non solo tra le regioni più ricche e più povere del mondo, ma anche all'interno dei paesi sviluppati. Qual è la sua opinione?

     

    È incontestabile che le disuguaglianze stiano crescendo a livello globale. Le statistiche più recenti mostrano che l'1% della popolazione del mondo possiede la metà della ricchezza del pianeta, mentre il 10% delle persone detiene l'85% della ricchezza globale. Inoltre, le disuguaglianze sociali non sono mai state così elevate nella storia dell'umanità. Una situazione del genere provoca un'enorme tensione su molti aspetti della vita della gente. Una delle conseguenze delle crescenti discrepanze economiche globali è una migrazione più intensa dalle regioni più povere del globo verso le società più ricche. Oltre a ciò, crescenti disparità si osservano anche nei paesi sviluppati. Come tutte le recenti statistiche raccontano, le differenze regionali all'interno dei paesi stanno crescendo in modo significativo. Sebbene la Comunità Economica Europea abbia investito molto in una politica di coesione federale, ed è un fatto che le disuguaglianze tra paesi siano leggermente diminuite, è anche vero che le divergenze regionali sono state osservate in modo significativo. Anche questo fenomeno ha conseguenze importanti. La fiducia nelle politiche comunitarie diminuisce, le persone che sperimentano crescenti disuguaglianze diventano più scettiche riguardo al concetto di Europa. Riassumendo, i crescenti squilibri economici sono sempre più un problema impegnativo e pericoloso nelle realtà odierne.

     

    Le disuguaglianze crescenti sono principalmente collegate all'impatto della globalizzazione?

     

    Potremmo sostenere che queste siano il risultato di una maggiore globalizzazione, anche se la ricerca esistente mostra risultati ambigui al riguardo. Quando osserviamo le differenze all'interno di ogni singolo Paese, vediamo che le regioni dotate di infrastrutture migliori, economie più specializzate, condizioni convenienti per gli investimenti stranieri, diventano ricche e benestanti più in fretta. In tali regioni osserviamo il cosiddetto effetto di agglomerazione. D'altra parte, esiste invece lo spopolamento delle regioni più povere. Le persone lasciano aree in cui le prospettive sono più basse, il che influisce in modo significativo sul rendimento di queste regioni: il numero di posti di lavoro meglio retribuiti è inferiore, il sistema di istruzione è più debole, gli investimenti sono più bassi. L'attrattiva di tali aree diminuisce. La stessa logica può essere trasformata a livello di Paese - i Paesi con infrastrutture migliori, dotati di più centri di R&S hanno maggiori capacità di attrarre nuovi investimenti e imprese. Offrono anche salari più alti, così le persone dei paesi più poveri si trasferiscono lì per trovare posti di lavoro meglio pagati e più stabili. Ma la globalizzazione può essere anche un incentivo per le regioni o i paesi più poveri. La diffusione di nuove tecnologie e idee è più veloce grazie alla globalizzazione, i trasporti sono più rapidi, le nuove tecnologie fanno sì che le industrie tradizionali perdano la loro attrattiva. I giusti investimenti innovativi nelle regioni più povere pagheranno più velocemente grazie alla globalizzazione e l'attrattiva regionale potrebbe aumentare più rapidamente. L'importante è trovare nicchie innovative, che aiuterebbero a ricostruire attenzione verso quella determinata area.

     

    Tecnologia, IT e robotizzazione stanno cambiando l'economia e il mercato del lavoro. Molti esperti sottolineano che è già in atto una rivoluzione.

     

    La robotizzazione e l'automazione dei lavori è una realtà. In alcuni settori l'automazione e l'implementazione dell'intelligenza artificiale richiederà più tempo, in altri sarà più veloce. Prendiamo ad esempio il settore bancario. Oggigiorno, molte banche si stanno affrettando a implementare i più recenti processi di automazione al fine di aumentare la loro competitività, migliorare la loro produttività, ridurre i costi e rendere la soddisfazione dei clienti più evidente. Alcuni studi prevedono che nei prossimi anni le macchine - nel settore bancario - sostituiranno fino al 25% dei lavoratori umani. D'altra parte è stato affermato che queste forze di lavoro rese disponibili, potranno essere utilizzate per compiti e progetti di valore più elevato. Ci sono anche settori in cui l'automazione e l'intelligenza artificiale non influenzeranno la diminuzione oggettiva del lavoro così rapidamente, come l'assistenza sanitaria, l'assistenza infermieristica o le posizioni manageriali.

     

    Quali sono le principali conseguenze sociali della robotizzazione? I robot prenderanno il posto che i lavoratori umani hanno avuto per lungo tempo? Cambierà anche l'assistenza sociale?

     

    L'impatto della robotizzazione sugli aspetti sociali è ancora sconosciuto. Alcuni studi dicono che l'automazione distruggerà molti posti di lavoro, lasciando le persone senza sicurezza sociale e senza possibilità di guadagnare denaro. Altre teorie dimostrano che lo sviluppo della tecnologia creerà più posti di lavoro di quanti ne distruggerebbe. A mio parere, il cambiamento tecnologico di oggi è un processo completamente diverso, rispetto alla rivoluzione industriale del 19esimo secolo. Il cambiamento è più veloce e di portata molto più ampia. Anche se vengono creati nuovi posti di lavoro, saranno necessari set di competenze totalmente nuovi. Quale sistema educativo garantirà che le skill future necessarie corrisponderanno davvero alla domanda del mercato? Con un ritmo così rapido di cambiamento, chi potrebbe prevedere quali competenze saranno necessarie tra cinque anni? I sistemi educativi sono rigidi e non è facile riadattarli alla nuova struttura. Questa potrebbe essere una sfida difficile da superare per noi. Se non vengono trovate soluzioni adeguate, l'automazione potrebbe avere un impatto pesante sulla società a medio termine.

     

    Un'economia in rapida evoluzione implica un nuovo approccio nell'istruzione e nella formazione dei lavoratori? Cosa potrebbero e dovrebbero fare le discipline educative per le professioni future?

     

    Un nuovo approccio nell'istruzione e nella formazione dei lavoratori è un must in un'economia in rapida evoluzione. Il sistema educativo recente è troppo rigido e tradizionale. Non solo non risponde all'economia in rapida evoluzione, ma non reagisce alla società che cambia. Al giorno d'oggi i giovani usano diversi strumenti per l'apprendimento. Hanno accesso a internet e tutta la conoscenza disponibile in rete. Hanno strumenti come YouTube, dove imparano guardando video di ogni genere. Non leggono libri complicati o compiono ricerche approfondite. Il sistema educativo non lo capisce e non risponde alle esigenze degli individui, scoraggiando le persone allo studio. D'altra parte, lo stesso sistema è anche molto lento nel rispondere alla domanda del mercato del lavoro. La credibilità del sistema educativo così diminuisce. Perché un giovane individuo dovrebbe investire il proprio tempo nelle università, se percepisce continuamente un enorme tasso di disoccupazione tra le giovani generazioni con un grado più alto d'istruzione? Perché dovrebbero investire nella propria educazione, quando non hanno sicurezza che il loro lavoro esisterà tra 5-7 anni? Corsi di formazione più rapidi, nuovi approcci all'insegnamento, capacità di apprendere durante l'intera vita - queste sono soluzioni che potrebbero aiutare le persone a trovare un impiego e ad attivarsi in questi cambiamenti sociali e ambientali.