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          24 novembre 2017 - 17:00

          Breaking silos

          Bilanci integrati e “integrated thinking” all’interno delle compagnie

          Per rompere bisogna unire. O meglio, integrare.

          Il successo di un’organizzazione richiede attenzione verso gli interessi legittimi di un vasto panorama di stakeholder e una risposta proattiva alle diverse aspettative, opportunità e minacce che possono influenzare la redditività di una compagnia.

          Per fare questo è importante che vi sia una maggiore interazione e una rottura delle barriere che separano i dipartimenti interni, facendoli lavorare insieme con una visione comune. Diventa quindi importante la modalità con cui ci si racconta all’esterno e il modo migliore per farlo è integrando, nel senso di “completare, aggiungendo quanto è utile per una maggiore validità, efficienza e funzionalità”.

           

          Un rapporto integrato fornisce una visione d’insieme del processo di creazione di valore di una compagnia, riportando informazioni di carattere finanziario e non, attuali e prospettiche ed evidenziando le connessioni tra l’ambiente in cui opera, la strategia e il sistema di corporate governance. Gli investitori stessi richiedono un quadro sempre più completo della direzione intrapresa dal business, che chiarisca perché questo business dovrebbe essere sostenuto in futuro.

          Dalla ricerca “Il risparmiatore responsabile”, è emerso che il 42% degli intervistati afferma l’importanza delle questioni ambientali, sociali e di governance in ambito finanziario, in aumento rispetto al 21% del 2013. Inoltre, il 92% ritiene che sia importante incoraggiare investimenti responsabili e il 44% vorrebbe ricevere più informazioni dalla propria banca o dal proprio consulente circa la sostenibilità dei propri investimenti.

           

          Secondo l’International Integrated Reporting Council (IIRC) “la rendicontazione integrata riunisce informazioni materiali riguardo la strategia aziendale, la governance, le performance e le prospettive future in una visone che riflette il contesto commerciale, sociale e ambientale entro cui la compagnia opera. Fornisce una rappresentazione chiara e coincisa sull’amministrazione responsabile di una compagnia e su come questa sostenga valore a lungo termine.

          Tramite quello che si definisce “Integrated thinking”, la rendicontazione integrata cerca di cambiare i comportamenti aziendali e l’approccio con cui le compagnie pensano di creare e sostenere valore.

          L’“Integrated thinking” richiede una chiara visione di ciò che crea valore in un’organizzazione e, successivamente, che questa visione sia adottata in modo continuativo da tutta la compagnia, considerando un’ampia gamma di “capitali” oltre ai più comuni capitali finanziari e di produzione.

           

          Il livello d’integrazione dipende dalle connessioni tra persone, funzioni, informazioni e sistemi. Per questa ragione, nel 2016, Generali ha consolidato l’Integrated Lab, costituito dalle funzioni Group Integrated Reporting & CFO Hub, Shareholder and Governance, Group Reward e Group Sustainability and Social Responsibility. L’obiettivo è che vi siano incontri periodici per impostare i rispettivi report, in modo che siano tra loro coordinati e rappresentino diverse declinazioni di una stessa strategia.

          Tale visione si riassume nelle parole di Lucia Silva, Group Head of Sustainability and Social Responsibility di Generali, “Vogliamo ispirare fiducia nel nostro brand. Nel nostro percorso, i clienti, gli azionisti, i dipendenti, i distributori, i fornitori e tutti gli altri stakeholder svolgono un ruolo fondamentale. Il rapporto integrato e l’“integrated thinking”, ci consentono di fare impresa in modo sostenibile, dando ai nostri stakeholder un quadro completo di ciò che crea valore in Generali, con una visione a lungo termine.”

          "La complessità dei temi trattati ci ha spinto a lavorare in modo sempre più integrato e trasversale" - aggiunge Massimo Romano, Head of Group Integrated Reporting in Generali - "attraverso le diverse aree funzionali e business unit, permettendoci di avere una visione più ampia e permettendole di valorizzare le diverse competenze e approcci, che rappresentano un asset fondamentale per il nostro Gruppo. Questo metodo di lavoro ha incrementato l’interazione tra i dipartimenti, generando un miglioramento del flusso informativo interno e superando il cosiddetto approccio a “silos”."