Generali Group

                                 

          Per due soldi, un’idea geniale, il distributore automatico di polizze

          Da “Il Mattino” di Napoli,
          30 maggio 1899

          Un’idea geniale.
          Per due soldi, lettori miei, lettrici mie, per due soldi e niente altro, per soli dieci centesimi, voi potete giovarvi di quest’idea geniale: i soliti due soldi che gittati nella fessura di una macchinetta automatica, invece di darvi la veduta di un paese, di cui non v’importa niente, o un mediocre cioccolatino, o una cattiva caramella, vi danno, nientemeno, che un’assicurazione contro gli infortuni
          ”. 


          Matilde Serao non era certo donna dalla penna gocciolante di complimenti. Fu una delle autrici più importanti di inizio 900. Condirettrice de “Il Mattino” di Napoli e prima donna a fondare e dirigere un quotidiano: “Il Giorno”. Scrittrice più volte candidata al Nobel per la letteratura. Eppure per la macchinetta automatica distributrice di assicurazioni sembra proprio perdere la testa.
          È proprio con la “Società Anonima Italiana di Assicurazione” che Generali partecipa all’esposizione universale di Torino del 1898, mostrando al mondo questa torretta che distribuisce assicurazioni in maniera automatica, una sorta di bancomat o self service ticket ante litteram. 


          Due soldi: un piccolo scatto: il ticket appare: lo prendete: esso contiene la polizza che voi vi affrettate a firmare, essendo questo il vostro solo dovere: e siete assicurato per il viaggio che intraprendete, in quel momento, con quel treno, sino al mezzogiorno del dì seguente È incredibile. Così è. Sono trovate eminentemente pratiche, sono idee geniali: degne di essere apprezzate, a Napoli, come sono in tutte le principali stazioni d’Italia, e dove questi biglietti si vendono, automaticamente, a migliaia”. 

          La produzione della macchina automatica era stata assegnata ad una azienda di Milano specializzata nella realizzazione di trasporti sospesi: si chiamava Ceretti & Tanfani, fondata dai due ingegneri che le davano il nome. L’azienda aveva avuto grande successo pochi anni prima per la realizzazione di una funivia per il trasporto di persone alle Esposizioni riunite di Milano del 1894.

          E sul biglietto vi è tutta la spiegazione pratica, per l’assicurazione. 
          Non altro che dieci centesimi!

          Matilde Serao


          Oggi tutto intorno a noi è on demand. Tutto è customizzato.
          Ogni brand, azienda, locale commerciale ci promette un prodotto o un servizio su misura perfetto per noi.
          Compiliamo dei form on line e la sartorialità è assicurata.
          Ma questa “idea geniale”, come la chiama la Serao, appare in un momento in cui l’Italia e gli italiani sono lontani anni luce da come siamo e da come oggi li ricordiamo.
          All’alba del nuovo secolo, nel 1899, gli italiani sono la metà di quanti siamo oggi: 32 milioni e la metà di quei 32 milioni è analfabeta.
          Un operaio specializzato guadagna 160 lire al mese, e quasi la metà se ne va per un affitto.
          Nelle grandi città le strade sono illuminate elettricamente, ma fuori nelle campagne la notte regna ancora il buio più profondo e l’acqua corrente non esisteva.
          Qualche anno prima Guglielmo Marconi riesce ad emettere dei segnali radio a un miglio di distanza, ma la radio ancora non esiste.
          I trasporti sono difficilissimi, si viaggia a cavallo, su carri trainati da buoi o a piedi.
          I pochi fortunati viaggiano per mare sui vapori o via terra sui treni.
          Il primo tronco ferroviario è stato posato proprio a Napoli, città della Serao, nel 1839, e unisce la città a Portici.
          Prendono vita le stazioni come le conosciamo oggi: 1866 Napoli Centrale, Torino Porta Nuova nel 1868, Genova Piazza Principe e Roma Termini nel 1870, mentre le Ferrovie dello Stato non sono ancora nate, ci vorranno ancora 6 anni prima che la società veda la luce.
          E immaginate: in questa precarietà, in questa situazione pressoché pionieristica spunta una torretta di colore verde, dove chiunque può comprarsi da solo non solo un biglietto, ma inserendo una moneta da 10 cent. può assicurare la propria incolumità per la durata del viaggio.
          “Per due soldi, un’idea geniale” e avveniristica.

           

          LA STORIA

          LA STORIA

          Generali ha la lungimiranza di acquisire per prima la tecnologia di un’azienda nata da pochissimo, la Ceretti & Tanfani, e di installarla nelle stazioni principali per dar modo ai viaggiatori di tutelarsi contro gli infortuni quando intraprendevano uno spostamento. Siamo di fronte all’antenato dei moderni distributori automatici, di un piccolo miracolo d’ingegneria: una macchina che forniva una garanzia di rimborso in modo automatico e istantaneo, senza bisogno di firme e complicazioni burocratiche. Introducendo nel distributore una moneta da 10 centesimi si otteneva infatti una polizza che offriva al portatore una protezione contro eventuali infortuni contratti durante il viaggio in treno o in battello a vapore. Collegata al titolo di viaggio, la polizza valeva dalla data impressa automaticamente sul ticket e terminava «all’indomani a mezzogiorno».