Quanti sono i casi reali di Covid-19?

Del Research Team di Generali Investments

La stima dei contagi reali totali è fondamentale perché, ovviamente, la diffusione del virus è determinata dai casi veri e non da quelli ufficiali. Probabilmente i casi denunciati sono solo una frazione del totale effettivo. Quel che è peggio, si ritiene che la percentuale differisca in modo sostanziale da uno Stato all’altro - da quelli che hanno condotto test su vasta scala e anche a campione (Corea) a quelli in cui il test è stato effettuato solamente nei casi più gravi (Italia, per un periodo di tempo). I test a campione sono l’unico modo per stimare la percentuale effettiva della popolazione che è stata contagiata. Purtroppo, la popolazione sottoposta a test è quasi sempre altamente selezionata. Con ogni probabilità, la misura più affidabile è il conteggio dei decessi, sebbene sia noto che questi ultimi sono stati sottostimati con il peggiorare della situazione del sistema sanitario.

I decessi sono solo la punta dell’iceberg. I decessi osservati – che forse costituiscono la misura più precisa tra quelle disponibili – possono essere usati per valutare il numero di casi reali attuali, ufficiali e non, sulla base di determinati parametri. Alcuni di questi dipendono dalla natura della patologia (periodo di tempo intercorso fino al decesso, incubazione, ecc.) mentre altri dal paese, vale a dire dalla densità dei gruppi sociali, dal sistema sanitario, dal tasso di letalità, dal tempo di raddoppio, ecc. Per passare dai decessi ai veri casi (attuali) di un dato giorno, consideriamo il tasso di mortalità attuale, supponiamo l’1%. Questo significa che 1 decesso oggi indica 100 contagiati al momento del contagio. Ora dobbiamo calcolare l’evoluzione dai 100 contagiati nel momento in cui la persona deceduta è stata contagiata fino ad oggi. A partire dal periodo di tempo intercorso fino al decesso τ (stimato a 17,3) e poi dal tempo di raddoppiamento (il periodo di tempo necessario al raddoppiamento dei casi), stimato a 6,2, possiamo effettuare un calcolo del numero di casi veri di oggi. Questa procedura ha il vantaggio di stimare i casi veri attuali, includendo i diffusori asintomatici.

I tassi di mortalità per Covid-19 segnalati a livello mondiale sono stati tra i più disparati, con un picco di oltre il 13% in Italia, mentre il consenso generale tra gli epidemiologi indica un ordine di grandezza inferiore (quasi un decimo dei tassi osservati), anche tenuto conto della struttura per età della popolazione e di altri fattori di rischio quali l’inquinamento e la concomitanza di altre patologie polmonari. Anche in popolazioni omogenee, ottenere una stima coerente dei tassi di mortalità (decessi nell’intera popolazione) e letalità (decessi nella popolazione contagiata) dipende ovviamente dal campione considerato. È noto che nel focolaio italiano la stragrande maggioranza delle persone sottoposte a test erano casi gravi, manifestavano una sintomatologia importante o addirittura necessitavano di ricovero in rianimazione. Idealmente, si dovrebbe fare uno studio a campione rispettivamente sull’intera popolazione o su una popolazione di contagiati scelta casualmente, senza trascurare i casi più lievi. 

l caso della Diamond Princess. Quello che forse più si avvicina a un esperimento di questo tipo ha avuto luogo con la diffusione del Covid-19 sulla nave da crociera Diamond Princess (vedere qui). La nave aveva a bordo 3.711 persone tra passeggeri ed equipaggio, di cui 700 sono risultati contagiati. Sebbene il tasso di contagiosità sia più elevato a causa delle condizioni di segregazione, il campione di soggetti contagiati era una ragionevole approssimazione di un campione casuale (nonostante una certa prevalenza di anziani) e, in particolare, tutte le persone a bordo sono state sottoposte a test. I 7 decessi a bordo della nave da crociera (pari all’1% dei casi) sono un numero troppo basso per una stima affidabile. Detto ciò, quando i ricercatori hanno usato la metodologia, ovvero la percentuale di persone con sintomatologia lieve o anche asintomatici (18%), per stimare il vero numero di contagiati nel focolaio di Wuhan, hanno riscontrato un analogo tasso di letalità “vero” dell’1,1%, a fronte della stima ufficiale del 3,8%.


Sottostima dei casi. Mentre in condizioni “normali”, per i motivi sopra indicati, ci si può aspettare che venga denunciata la “maggior parte” dei decessi collegati al Covid, l’esperienza ci ha insegnato che c’è sempre un margine di sottostima. Tipicamente, questo effetto non è lineare, dato che i casi sommersi di decesso per Covid-19 iniziano a essere estremamente numerosi al picco dell’emergenza, quando (se) il sistema sanitario è sopraffatto e le risorse non sono sufficienti a testare tutti i soggetti deceduti - in particolare quelli che non arrivano nemmeno all’ospedale e muoiono a casa - per rilevare la presenza di anticorpi Covid. La modalità più diffusa per valutare l’effettiva mortalità da Covid è stato il raffronto tra i decessi per Covid-19 segnalati e l’aumento osservato rispetto alla mortalità (media) “normale” della regione in questione. In base a questo metodo, per esempio, in provincia di Bergamo la “mortalità extra” statistica è stata più del doppio del numero ufficiale di decessi per Covid-19. In base a un recente articolo apparso su FT, i casi sottostimati potrebbero arrivare addirittura al 60%.

Quindi, quanti sono stati i casi effettivi? In base a questo ragionamento, si potrebbe stimare l’ordine di grandezza dei contagi totali in diversi paesi prendendo il numero totale di decessi, considerando una sottostima tra il 10% e il 60%; assumendo un tasso di letalità dei casi di circa l’1,5% nel mondo occidentale – in cui la percentuale di anziani e persone affette da altre comorbidità che aumentano il rischio (obesità, diabete, asma) è superiore – e tra lo 0,5 e l’1% nei paesi emergenti e nei paesi sviluppati del Sud-est asiatico. Con questa misurazione, il vero numero di contagiati, sintomatici e asintomatici, al lordo delle guarigioni, è pari a circa 100 volte i decessi in occidente, e tra 150 e 200 volte in Africa e nell’Europa sud-orientale. In ogni caso, possiamo stimare che i contagi effettivi, attuali e pregressi, siano di due ordini di grandezza superiori ai decessi: il che porterebbe il conteggio, per l’Italia, a circa 3 milioni e, per i soli Stati Uniti, alla cifra sconcertante di 11 milioni di persone che sono, o sono state, portatrici del virus. Troppi per essere al sicuro, troppo pochi per garantire una sorta di immunità di gregge.

 

Quanti sono i casi reali di Covid-19?
Quanti sono i casi reali di Covid-19?