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          08 gennaio 2018 - 11:30

          In discesa sicura

          Gli infortuni sulle piste da sci sono in aumento, anche a causa del cambiamento climatico

          Ogni inverno 4 milioni di europei indossano tuta, racchette e sci per fare slalom sulle nevi delle Alpi. Ma sono migliaia quelli che tornano a casa in stampelle.

           

          Lo slalom a volte finisce con un trauma. Perlopiù si tratta di distorsioni e contusioni leggere, ma sono in aumento le cadute che provocano fratture e lesioni.

           

          In Austria si calcola che, durante il picco stagionale invernale, circa 300 sciatori al giorno terminano le vacanze sulle nevi al pronto soccorso. Ogni anno il sistema sanitario britannico, pubblico e privato, si prende carico della cura e della riabilitazione di 17mila pazienti al ritorno dalla settimana bianca sulle Alpi. In Italia gli infortuni sportivi sono 300 mila l’anno e circa un terzo si verificano a fine pista. La lista degli infortunati europei è lunga e, secondo alcuni osservatori, lo sgambetto che farebbe saltare crociati e legamenti è una brutale conseguenza del climate change.

          Con l’aumento delle temperature i turisti della neve si spingono in alta montagna dove le piste sono più difficili da affrontare. E anche la neve artificiale, più dura rispetto a quella naturale, contribuirebbe a mettere in difficoltà gli sportivi non più giovanissimi e quelli meno esperti. Tant’è che, a conti fatti, nevica sempre meno ma aumentano gli incidenti sulle piste.

           

          Sciare non è uno sport pericoloso. Almeno non più delle altre discipline sportive. È però pericoloso sciare senza le dovute cautele. Stando alla Società italiana di Ortopedia e Traumatologia (Siot) “basterebbe dedicare qualche ora alla ginnastica pre-sciistica prima di avventurarsi sulle piste per evitare brutte disavventure che possono trasformare la vacanza in incubo”. Secondo i dati della Siot, lo scorso anno, gli incidenti da sci hanno provocato circa il 43% di distorsioni, il 25 % di forti contusioni, il 13% di fratture e il 20% tra lussazioni e trauma cranico. La fascia d’età più colpita è quella compresa fra 30 e 50 anni, in prevalenza (il 70%) sono uomini, che sembrano avere un atteggiamento più spavaldo di fronte alle piste. L’osservato speciale è il cosiddetto crociato. Perché i legamenti del ginocchio, se sottoposti a bruschi sforzi, rischiano di rompersi. Per chi pratica snowboard bisogna fare attenzione a spalle, polsi e braccia. L’utilizzo del casco e altre protezioni sono consigliati a tutti, anche per gli sciatori provetti.