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          Quando i cannoni sparavano contro la grandine

          Romentino (Novara)
          15 settembre 1914

          Francesco Paglino, Classe 4ª, Scuola Italia 
          Tema: “La mia estate”

          Svolgimento:

          L’estate io l’ho passata a lavorare in campagna.
          Papà e mamma sono agricoltori, l’estate è il periodo in cui si lavora di più.
          In cascina abbiamo gli animali: galline, maiali, qualche vacca e un toro, oltre a Giufà, il cane che fa da guardia, da pastore e gioca con me.
          Come in tutta la campagna di questa zona intorno alla città di Novara, la mia famiglia coltiva riso e granoturco. Io spesso vado con mio papà in campagna e lui mi fa tenere in mano le redini dei cavalli che trainano il carro.
          Tante volte mentre siamo in risaia e lui sta lavorando io mi metto a pescar le rane sul bordo della risaia e mi diverto a catturare le bisce d’acqua che sono scure e viscide, ma poi sempre le libero.
          Questa estate ha piovuto tanto. Papà dice più del solito e spesso la pioggia è diventata grandine. L’aria si faceva fredda come in inverno e iniziava a cadere ghiaccio dal cielo.
          Al mese di agosto, la sera della festa di san Rocco è venuta giù una grandine che sembravano delle pigne.
          Metà del raccolto è andato rovinato.
          È stata una notte bruttissima. Papà ha cercato di salvare il granturco, ma metà è stato distrutto, mamma piangeva in casa, e io me ne stavo con Giufà in cucina a guardare il mondo che veniva giù.
          Il giorno dopo papà è andato a comprare i cannoni.
          I cannoni a mortaretti contro la grandine sembrano dei coni per il gelato, solo che sono molto grandi e invece che averci la crema o il cioccolato in cima, sono vuoti e sparano dei colpi verso il cielo, in modo che la grandine non scenda più, io credo che buchino le nuvole.
          Quando sono in azione sparano tanti colpi uno dietro l’altro e fanno un rumore dell’accidenti.
          Papà è convinto che questo metodo funzionerà, mamma invece non è per niente d’accordo. Hanno molto litigato a riguardo, fino a che mamma non ha convinto papà a parlare con un agente delle assicurazioni. L’agente delle assicurazioni è un signore a cui dai dei soldi in modo che se grandina lui ti paga il raccolto rovinato, se ho ben capito. È una cosa che non sapevo potesse esistere.
          Era un signore elegante che parlava molto bene e a un certo punto ha aperto sul tavolo della cucina una mappa coloratissima piena di numeri che indicano quanta grandine scende in ogni posto diverso della mappa. È una cartina che ha disegnato la sua compagnia in base alle indicazioni che hanno dato lui e i suoi colleghi. Non avevo mai visto una cosa del genere. Sembrava la mappa del tesoro.
          Mi sarebbe piaciuto poterla tenere e appenderla nella mia camera ma lui mi ha detto che gli serviva per lavoro, però mi ha promesso che quando l’anno prossimo la compagnia gliene darà una nuova, lui mi regalerà questa.
          Papà forse ha deciso di assicurare i campi, ma ha deciso di continuare a usare anche i cannoni, e io sono contento, perché ogni volta che cominciano a sparare sembra sempre Capodanno. 
          Ecco questa è stata la mia estate.

          LA STORIA

          LA STORIA

          Uno dei “sistemi” di maggior successo popolare tra i tentativi di difesa attiva è quello dei cannoni antigrandine. Si tratta di un presunto metodo, antico ma sempre risorto in forme nuove, in uso già agli inizi del XX secolo. Generali contribuiva alla campagna sperimentale degli spari grandinifughi mediante il concorso nelle spese che gli assicurati avrebbero sostenuto per gli impianti, oltre che con uno sconto sui premi delle polizze sottoscritte.
          È nel 1836 che per opera di Generali nacque la prima polizza italiana di assicurazione contro i danni della grandine.
          L’assicurazione contro i danni provocati dalla grandine è nell’Ottocento un settore nuovo e rischioso, per la difficoltà di stabilire tariffe e premi adeguati a causa della carenza di dati. Generali si impegna allora in proprio con un lavoro di raccolta dati fatto sul campo dalla propria rete agenziale, che non solo rende il settore grandine meno incerto, ma fa anche progredire lo studio dei fenomeni atmosferici, con la collaborazione dal 1881 con l’Ufficio centrale di meteorologia di Roma. Nel 1890, forte di una esperienza pluridecennale nel settore, Generali affida l’assicurazione del settore alla società figlia Anonima Grandine di Milano.