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          Sogno di una notte veneziana

          Il palazzo è molto antico, i soffitti sono alti e pieni di disegni sui muri e sui cassettoni in legno; un lungo corridoio con degli archi attraversa, una ad una, tutte le sale. È notte ma ci muoviamo senza paura.

          Sembra di essere nel passato, o forse ci sono davvero.

          Le finestre alla nostra destra danno su una delle piazze più famose del mondo. L’avevo vista solo in foto prima d’oggi: Piazza San Marco.

          Siamo a Venezia, nelle Procuratie Vecchie.

           

          Non so nemmeno come siamo arrivate qui in Italia, ma adesso, dentro questo posto, in questa notte veneziana non è importante chiederselo.

          La nostra vita, in modo particolare quella di mia figlia, la piccola Jana, è cambiata da quando, un anno fa, mi sono trasferita nella capitale da un piccolo paesino a 70 chilometri da Bratislava. Mi hanno indirizzata a questa associazione che offre supporto ai genitori con figli piccoli per prenotare delle visite mediche e trovare supporto in una città sconosciuta. Gli educatori mi hanno invitata agli incontri e lì ho conosciuto altre mamme, alcune delle quali avevano le stesse mie difficoltà, e solo parlare con loro mi ha fatto sentire meglio.

          Ma quello che mi preoccupava di più, in quel periodo, era che mia figlia dovesse vivere la stessa vita che avevo fatto io, non mi sentivo in grado di darle gli strumenti necessari per garantirle di sviluppare le proprie capacità e darle più opportunità nella vita. In questa fase della mia vita, l’associazione mi ha aiutato moltissimo: gli educatori mi hanno insegnato tante attività da fare con Jana, anche riciclando oggetti che avevamo in casa, mentre noi abbiamo stretto nuove amicizie con le nuove amiche mamme e i loro figli.

           

          Alla fine dell’anno ci hanno invitato a venire qui a Venezia perché qui c’è la casa di The Human Safety Net, una rete di persone che aiutano persone di cui la nostra associazione fa parte.

          Il palazzo sembra deserto, ma di lì a poco scopriamo di non essere sole. Insieme a noi c’è un’altra famiglia, vengono dalla Siria e sono in sei, padre, madre, e quattro figli, fanno parte della The Human Safety Net.

          Il padre si chiama Anas.

          È un signore simpatico e particolare, con il gilet e una striscia di barba bianca. Viene dalla Siria e lavorava in agricoltura, ma è stato costretto a scappare portando la sua famiglia in Germania a causa della guerra. Mentre passeggiamo per le stanze delle Procuratie Vecchie mi spiega che è riuscito a riaprire la sua azienda agricola con l’aiuto di una associazione tedesca e ora è tornato a fare olio freddo, dai girasoli ed altre piante, per garantire un futuro più sereno alla sua famiglia, con il suo lavoro.

          A un certo punto come dal nulla spunta un signore con un lungo abito di velluto rosso, sembra uno di quei ritratti che abbiamo visto appesi nella hall dell’hotel.

          Mi coglie di sorpresa, ma tutti lo seguiamo e Jana, incuriosita e con gli occhi sgranati, mi stringe forte la mano.  Lui ci mostra le stanze come se fosse il padrone di casa. Ci racconta di essere un Procuratore di San Marco che si occupa dei territori di Venezia in giro per il mondo, ma ha anche come compito quello di prendersi cura degli orfani e dei più bisognosi.

          Ma quando mi volto per cercare lo sguardo di Anas e commentare questa esperienza, tutto svanisce e in quel momento mi sveglio.

           

          Eravamo nel letto di un hotel da cui si sentiva il suono dei motoscafi lungo i canali di Venezia e io mi sono ricordata che eravamo lì proprio per l’inaugurazione il giorno seguente di quelle stanze che avevo appena sognato, che finalmente riaprono al pubblico. Quelle stanze che sono la sede di The Human Safety Net, una rete di persone che aiutano persone in più di 20 Paesi. È stato un bel sogno, ma quello più importante per me è vedere crescere la mia bambina e immaginarmi per lei un futuro migliore.

           

          LA STORIA

          LA STORIA

          The Human Safety Net è l’iniziativa globale per le comunità di Generali. Lanciata nel 2017, ha la missione di liberare il potenziale delle persone che vivono in contesti più vulnerabili. Collabora con più di 50 onlus e imprese sociali che implementano i programmi in oltre 23 Paesi in Europa, America Latina e Asia. The Human Safety Net offre supporto ai genitori con bambini fino ai sei anni con corsi di sostegno alla genitorialità in oltre 200 centri per le famiglie e supporta i rifugiati aiutandoli a diventare imprenditori e ad integrarsi nella società d’accoglienza attraverso il lavoro. Sin dalla sua concezione, è una rete aperta alle collaborazioni con altre aziende, fondazioni ed istituzioni che ne condividano la visione.

          È un movimento di persone che aiutano persone attivo nei Paesi dove Generali è presente. Molti dipendenti e agenti sono infatti attivamente coinvolti come volontari o esperti per sostenere le ONG partner, le famiglie ed i rifugiati. Il centro focale delle attività di The Human Safety Net è alle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco a Venezia, un hub globale - che a breve verrà aperto al pubblico – da cui sviluppare azione e innovazione sociale per un futuro più inclusivo.