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          Un'auto che sa di vernice, di donne, di velocità

          Una lancia Aurelia B24 e il volto impertinente di Vittorio Gassman.
          Questi due elementi sono il più grande spot per l’auto e contemporaneamente per l’assicurazione auto, stiamo parlando ovviamente del film “Il sorpasso”.
          Tutti conoscono “Il sorpasso” anche se non l’hanno mai visto.
          Due uomini a bordo di una splendida auto decappottabile sulle strade del nostro paese nel pieno fulgore dell’estate italiana.
          Quei due uomini sono Jean-Louis Trintignant, e per l’appunto, Vittorio Gassman guidati dalla sapiente mano di Dino Risi.
          Non importa quello che stanno facendo, non importa nemmeno il perché lo stanno facendo, quello che importa è che sono a bordo di un’auto meravigliosa, una Aurelia B24 e dai loro sguardi e dalla velocità che l’auto esprime sembrano destinati a conquistare il mondo.
          Questo è quello che accade in Italia, e prima ancora in Germania e nel mondo con la commercializzazione dell’automobile.
          L’auto è un mezzo potente e rivoluzionario che modifica radicalmente gli usi e i costumi di chi la guida ma anche di chi la vede sfrecciare.
          Inizialmente la legislazione in merito alla circolazione di questo mezzo motorizzato, che sostituisce i carri trainati dai cavalli o i vagoni dei treni, è un territorio sconosciuto, al punto che è difficile metterci ordine.
          In Italia a nascere per primo è il Pubblico Registro Automobilistico – noto a tutti come “P.R.A.” -, nel 1927. Sei anni dopo viene stilato un sommario insieme di norme, ma per vedere un vero e proprio codice della strada bisognerà aspettare il dopo guerra.


           

          IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

           
          Decreta: 
          Articolo unico. 
          È approvato il testo unico delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, vistato dai Ministri per i lavori pubblici e per i trasporti. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. 
          Dato a Roma, addi' 15 giugno 1959 ll Presidente Giovanni GRONCHI 

           
          Gli incidenti non si contano, i danni a cose e persone non sono regolati o normati.
          Chi ha avuto la lungimiranza di sottoscrivere una polizza assicurativa potrà rallegrarsene nel caso di sinistri anche drammatici, come testimoniano lettere giunte alle sedi Generali scritte dai parenti di vittime di incidenti stradali come questa:

          “Quarona, 25 novembre 1952”
          Spett. Assicurazioni Generali Venezia
          Desideriamo esprimervi i nostri ringraziamenti per la sollecitudine, veramente eccezionale, con la quale avete eseguito la liquidazione delle polizze vita infortuni, emesse da appena un anno sulla vita del compianto nostro Signor Mario Zignone, provvedendo al pagamento della notevole somma assicurata con i due contratti a brevissima distanza dalla tragica fine, per incidente automobilistico, del nostro Congiunto.
          (…)
          Con sensi della nostra altissima stima.
          Figli di Luigi Zignone.”


          La Scandinavia per prima inserirà la responsabilità civile obbligatoria a partire dal 1918.
          L’Italia solo nel 1971 con una legge vera e propria, la 990.
          E cinque anni dopo verrà inserito il famoso verbale di “constatazione amichevole di incidente” che tutti sappiamo essere nel cassettino della nostra auto nella speranza di non doverlo mai compilare.


          Quel verbale non servirà ahimè a Vittorio Gassman quando al volante della sua Lancia Aurelia B24 effettuerà un sorpasso azzardato e letale.
           

          LA STORIA

          LA STORIA

          In Italia l’assicurazione sulla responsabilità civile auto (R.C. Auto) è obbligatoria dal 1971, anno di entrata in vigore della legge n. 990 del 1969, mentre in altri Paesi europei l’obbligatorietà è molto precedente.
          Nel clima di attesa per la legge, le società si tengono pronte ad adeguare le proprie strutture per sostenere il prevedibile enorme aumento del carico di lavoro che sarebbe inevitabilmente derivato dal rendere obbligatoria questa copertura assicurativa. Generali migliora i servizi di assunzione e di liquidazione: il primo con la sempre più larga adozione di strumenti contrattuali semplici e immediati, il secondo accelerando la definizione dei danni con procedure più rapide e adeguate.