Generali Group

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          Informazioni Finanziarie Intermedie al 30 settembre 2017 - Comunicato Stampa (1)

          Risultato operativo stabile a € 3,6 mld conferma Operating RoE in linea con target di piano. Ottima posizione di capitale. L’utile ante risultato delle attività cessate cresce del 7,2%

          • Risultato operativo stabile a € 3,6 mld. La performance resta solida nel Vita e nel Danni, nonostante maggiori sinistri catastrofali per € 70 mln, e migliora il segmento Holding e altre attività
          • Combined Ratio a ottimi livelli (93%; +0,7 p.p.). Eccellente redditività della nuova produzione del ramo Vita, il cui NBM cresce significativamente al 4,2% (+1,6 p.p.)
          • Operating RoE annualizzato a 13,2% (-0,4 p.p.) in linea col target (>13%)
          • Stabili i premi a oltre € 51,6 mld, in crescita nel ramo Danni (+1,4%). Raccolta netta Vita oltre € 8,2 mld, mantenendosi su livelli best in class
          • Utile ante cessione delle attività olandesi cresce a € 1,9 mld (+7,2%).
            Utile netto di Gruppo, comprensivo di € -253 mln derivanti dalla dismissione delle attività olandesi, a € 1,5 mld
          • Ulteriormente rafforzata la posizione di capitale con Regulatory Solvency Ratio a 195% e Economic Solvency Ratio a 215%

          Il Group CFO di Generali, Luigi Lubelli, ha commentato: “I risultati dei primi nove mesi confermano l’ottimo andamento della nostra performance. Il business continua a crescere grazie all’esecuzione della nostra strategia determinando: l’aumento dei premi Danni, in particolare nel ramo Auto; la significativa raccolta netta del Vita, ai vertici in Europa a € 8,2 mld, grazie principalmente ai prodotti Unit-linked e Protection; il forte aumento negli asset under management di terzi, superiore al 13%. La ricerca continua dell’eccellenza tecnica è evidenziata dall’ottimo Combined Ratio, nonostante l’aumento dei sinistri catastrofali, e dalla notevole crescita della marginalità della nuova produzione Vita. La riduzione dei costi, le minori svalutazioni e la diminuzione del costo del debito finanziario completano il quadro della nostra performance del periodo. L’utile netto al lordo delle attività operative cessate cresce del 7,2% e sottolinea il solido livello della nostra redditività ricorrente”.


          Mogliano Veneto (TV). Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali, riunitosi sotto la presidenza di Gabriele Galateri di Genola, ha approvato le informazioni finanziarie intermedie al 30 settembre 2017.

          Informazioni Finanziarie Intermedie al 30 settembre 2017 - Comunicato Stampa (1)

          Premi e Nuova Produzione

          • I premi complessivi del Gruppo, pari a € 51.638 milioni, sono stabili a termini omogenei rispetto allo scorso anno grazie alla crescita osservata nel terzo trimestre. Con riferimento alle linee di business, il Vita evidenzia infatti un recupero rispetto al semestre, pur registrando ai 9 mesi una lieve flessione (-0,7%) derivante dal prosieguo in tale segmento della politica di sottoscrizione maggiormente selettiva nei prodotti risparmio, la cui emissione flette del 13,5% soprattutto in Italia, Germania e Francia. Per effetto della politica di ribilanciamento verso prodotti che presentano migliori caratteristiche in termini di ritorno rispetto al rischio, risultano invece in aumento le polizze puro rischio e malattia (+6,6%) e i prodotti unit-linked (+27,3%), con ottima crescita in tutti paesi di operatività del Gruppo, in particolare in Italia. La raccolta netta supera € 8,2 miliardi; il calo del 18,9% riflette la suddetta esecuzione degli obiettivi strategici di concentrare le vendite su prodotti ad elevata marginalità.
            In aumento i premi del segmento Danni (+1,4%), grazie al positivo andamento di entrambi i settori di attività. L’Auto cresce del 3,2% grazie alla crescita in Germania (+4%), nei paesi dell’Europa Centro- orientale (+4,6%), Spagna (+4,6%) e Americas (+31,3%); l’Italia flette del 4,6% a seguito della contrazione del premio medio e del portafoglio. In aumento anche il Non Auto (+0,7%) che vede sostanzialmente stabili la Francia e la Germania, mentre l’Italia diminuisce del 5,1% principalmente per il calo della raccolta delle linee Global Corporate & Commercial.
          • La nuova produzione in termini di PVNBP (valore attuale dei premi della nuova produzione) si attesta a € 32.138 milioni (-1,5%). Il valore della nuova produzione (NBV) è pari a € 1.341 milioni (€ 863 milioni 9M16) e registra un notevole miglioramento (+56,7%) rispetto ai nove mesi 2016.
            Le citate azioni del Gruppo mirate alla selettività nella sottoscrizione ed al ribilanciamento dell’offerta spingono la redditività sul PVNBP3 al 4,2% (2,6% 9M16) segnando un eccezionale incremento di 1,6 p.p. anche a seguito di uno scenario economico in lieve ripresa rispetto ai nove mesi del 2016.

          Performance Economica

          • Risultato operativo stabile a € 3.620 milioni. La flessione nel segmento Vita riflette la performance tecnica al netto delle spese di gestione assicurativa. In calo del 4,9% il risultato operativo del segmento Danni, che comprende sinistri catastrofali per circa € 260 milioni, tra cui i recenti uragani statunitensi di agosto e settembre e le tempeste che si sono abbattute nell’Europa centrale in luglio e agosto. Escludendo l’impatto dei sinistri catastrofali in entrambi gli anni a confronto, il risultato operativo Danni sarebbe sostanzialmente in linea con i 9 mesi 2016. II Combined Ratio si attesta su ottimi livelli (93%: +0,7 p.p. sui 9M 2016), nonostante l’impatto dei sinistri catastrofali per 1,8 p.p. (1,3 p.p. 9M16); positivo il contributo delle generazioni precedenti. In aumento l’expense ratio, per gli sforzi commerciali rivolti allo sviluppo del ramo Non Auto. Positivo, infine, l’andamento del segmento Holding e altre attività, grazie in particolare all’ottima performance di Banca Generali e al significativo contenimento dei costi operativi (-10,7%).
          • L’Utile netto di Gruppo si attesta a € 1.463 milioni (-9,9%) e riflette4:
            - il miglioramento del risultato non operativo della gestione finanziaria, in particolare per minori perdite nette da valutazione, e i minori interessi passivi sul debito finanziario;
            - il maggior impatto della fiscalità, che passa dal 30,7% al 31,6%. Lo scorso anno il tax rate aveva beneficiato di maggiori proventi esenti;
            - il risultato delle attività operative cessate di € -253 milioni, che comprende la minusvalenza da valutazione delle attività olandesi oltre che l’utile del periodo derivante da tali attività.
          • La redditività a conto economico degli investimenti si attesta al 2,5% (2,6% ai 9M16) principalmente a causa dell’impatto del perdurante contesto di bassi tassi d’interesse sulla redditività corrente, pari al 2,3% (2,4% ai 9M16).

          Stato Patrimoniale e Posizione di Capitale

          • Il patrimonio netto di Gruppo si conferma solido a € 24.209 milioni (€ 24.545 milioni al 31 dicembre 2016). La variazione del -1,4% è ascrivibile al risultato del periodo di pertinenza del Gruppo, pari a € 1.463 milioni, che ha sostanzialmente assorbito l’erogazione del dividendo per complessivi € 1.249 milioni e la riduzione della riserva per utili attribuibili alle attività finanziarie disponibili per la vendita per € 313 milioni.
          • Gli Asset under management di parti terze registrano un aumento del 13,2%, principalmente grazie all’ottima performance di Banca Generali.
          • Il Preliminary Regulatory Solvency Ratio – che rappresenta la visione regolamentare del capitale del Gruppo e si basa sull’utilizzo del modello interno unicamente per le compagnie che hanno ottenuto la relativa approvazione da parte dell’IVASS, e sulla Standard Formula per le altre compagnie – è pari a 195% (178% FY16; +17 p.p.).
            L’Economic Solvency Ratio, che rappresenta la visione economica del capitale ed è calcolato applicando il modello interno all’intero perimetro del Gruppo, si è posizionato a 215% (194% FY16; +21 p.p.).
            Il significativo aumento è dovuto alla generazione normalizzata di capitale, al netto del dividendo di competenza, e all’andamento positivo dei mercati finanziari.

          Per gli eventi significativi occorsi nel periodo e successivamente al 30 settembre 2017, si faccia riferimento ai comunicati stampa scaricabili dal sito www.generali.com. In particolare si segnala che, a seguito dell’annunciata fase di trasformazione industriale per rafforzare la performance operativa in Germania, entro la fine dell’esercizio verranno registrati i relativi costi di ristrutturazione attualmente in fase di negoziazione per un impatto netto attorno a € 80 milioni.

           

          Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Luigi Lubelli, dichiara ai sensi del comma 2 dell’articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente documento corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

           

          Il glossario e la descrizione degli indicatori alternativi di performance sono disponibili nella Relazione Integrata Annuale e Bilancio consolidato di Gruppo 2016.

          1 Le variazioni dei premi, raccolta netta e PVNBP (valore attuale dei premi della nuova produzione) sono a termini omogenei (a parità di cambi e area di consolidamento). Le variazioni nei risultati operativi e investimenti propri escludono le entità cedute dal periodo comparativo.
          2 Con riferimento alle azioni di disinvestimento delle attività olandesi, in attesa del rilascio delle necessarie autorizzazioni regolamentari, in applicazione all’IFRS 5, a partire dal 30 settembre 2017 le società olandesi in fase di cessione sono classificate come attività in dismissione possedute per la vendita. Conseguentemente tali partecipazioni non sono state escluse dal consolidamento ma sia il totale delle attività e passività che il risultato economico, al netto degli effetti fiscali, sono stati rilevati separatamente nelle specifiche voci degli schemi di bilancio. Parimenti sono stati riclassificati i dati comparativi.
          3 Tale indicatore è calcolato come rapporto tra il Valore di nuova produzione e il Valore attuale dei premi della nuova produzione (PVNBP, che sostituisce l’indicatore APE). La marginalità calcolata considerando gli APE crescerebbe sino a raggiungere il 41,1%.
          4 I numeri seguenti sono da intendersi al netto dell’effetto delle tasse e delle minorities.

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