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          Crisi gravissima. Se ne esce solo lavorando assieme

          Le prospettive dell’economia mondiale sono un incognita con la pandemia Covid-19 che rischia di assestare un colpo micidiale. E’ dunque  necessario rispondere con prontezza e  - secondo il Fondo monetario internazionale - con la collaborazione e la cooperazione internazionale. Il quadro generale lo ha riassunto Gita Gopinath,  direttrice del Dipartimento di ricerca del Fondo monetario internazionale (https://blogs.imf.org/2020/04/14/the-great-lockdown-worst-economic-downturn-since-the-great-depression/): “Il mondo è cambiato radicalmente nei tre mesi successivi al nostro ultimo aggiornamento del World Economic Outlook in gennaio. Un raro disastro, la pandemia di coronavirus, ha provocato la perdita di un numero tragicamente elevato di vite umane” in un mondo bloccato dal lockdawn.

          Il  World Economic Outlook di aprile prevede che la crescita globale nel 2020 scenderà del 3 percento. “Si tratta di un declassamento di 6,3 punti percentuali da gennaio 2020”, una revisione importante in un periodo molto breve. Ciò rende il Great Lockdown – scrive il Fmi - “la peggiore recessione dalla Grande Depressione,  di gran lunga peggiore della crisi finanziaria globale”. Supponendo che la pandemia svanisca nella seconda metà del 2020 e che le azioni politiche intraprese in tutto il mondo siano efficaci nella prevenzione di fallimenti societari diffusi e nelle estese perdite di posti di lavoro e tensioni finanziarie a livello di sistema, il Fmi prevede però che la crescita globale nel 2021 possa avere un recupero anche  del 5,8 per cento.

          Questa ripresa ottimistica nel 2021 è comunque solo parziale poiché, secondo il Fmi,  si prevede che il livello di attività economica rimanga al di sotto del livello previsto dal Fondo per il 2021, prima che il virus colpisse: “La perdita cumulativa del Pil globale nel 2020 e nel 2021 potrebbe essere di circa 9 trilioni di dollari, maggiore delle economie di Giappone e Germania, messe insieme”. Secondo il Fmi, per la prima volta dalla Grande Depressione, sia le economie avanzate sia i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo sono in recessione con un bilancio per le  economie avanzate del -6,1 per cento. Il reddito pro capite dovrebbe ridursi in oltre 170 Paesi anche se le economie avanzate, i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo potrebbero parzialmente recuperare nel 2021.

          Non sarà facile, dice il Fmi, e dunque i responsabili politici devono pianificare il recupero con politiche che, man mano che si esce dalle misure di contenimento,  dovrebbero rapidamente sostenere la domanda, incentivare le assunzioni aziendali e riparare i bilanci nel settore privato e pubblico per favorire la ripresa. Potrebbe essere necessario – avverte l’organismo nato a  Bretton Woods -  proseguire la moratoria sui rimborsi del debito e la ristrutturazione del debito durante la fase di recupero. Infine, avverte il Fondo, “la cooperazione multilaterale è vitale per la salute della ripresa globale”. Un concetto che è stato ribadito in una conferenza stampa congiunta di Kristalina Georgieva,  amministratore delegato dell'Fmi, col direttore dell’Oms  Tedros Adhanom Ghebreyesus (https://www.imf.org/en/News/Articles/2020/04/03/sp040320-opening-remarks-for-joint-imf-who-press-conference).

          “Questo è ciò che unisce l'Oms  e il Fmi: l'Oms aiuta a proteggere la salute delle persone; il Fmi aiuta a proteggere la salute dell'economia globale. Dobbiamo – ha concluso  Georgieva - lavorare insieme. Il nostro appello comune ai responsabili politici di tutto il mondo è riconoscere che la protezione della salute pubblica e la protezione dell'economia e il reinserimento lavorativo vanno di pari passo. Dobbiamo fare entrambe le cose”.