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          04 settembre 2019 - 16:46

          Il distributore automatico di polizze assicurative

          Le Assicurazioni Generali lanciano nel 1889 il “distributore automatico” di polizze viaggio

          Un lontano precursore dei distributori automatici – sofisticati e spesso bizzarri negozi in miniatura presenti ovunque oggi – è sicuramente quello che le Assicurazioni Generali lanciarono nel 1869: il “distributore automatico” di polizze assicurative.

          Introducendo nel distributore “una moneta da 10 centesimi” si otteneva infatti una polizza viaggio che offriva al portatore una protezione contro “le conseguenze materiali di lesioni corporali da cui fosse colpito durante il viaggio per accidente che abbia colpito il treno ferroviario o il battello a vapore in cui egli si trova”. Collegata al titolo di viaggio, la polizza valeva “dalla data impressa automaticamente sul Ticket” e terminava “all’indomani a mezzogiorno”.

           

          Le Anonime Grandine e Infortuni

          La copertura era emessa dalla Società Italiana di Assicurazioni Contro gli Infortuni di Milano, una compagnia del Gruppo Generali operante nel settore dell’infortunistica e della responsabilità civile, offrendo polizze contro “le disgrazie accidentali”, come si diceva a quei tempi.

          La Compagnia aveva compreso l’opportunità di istituire per la previdenza contro tali “disgrazie” una gestione autonoma, al fine di non intaccare un patrimonio la cui solidità era indispensabile per lo sviluppo del ramo vita, elemento portante dell’attività assicurativa della compagnia. Furono così fondate la Società Anonima di assicurazione contro la grandine nel 1890 e la Società Anonima Italiana di Assicurazione contro gli Infortuni nel 1896, entrambi con sede a Milano, a piazza Cordusio.

          Il decollo industriale e le Esposizioni industriali

          La decisione da parte della compagnia di collocare questi distributori automatici di polizze assicurative nelle principali stazioni ferroviarie del paese va inquadrato nel contesto di quella fase della storia italiana conosciuta come “decollo industriale”, allorché il Paese, grazie a un periodo di favorevole congiuntura economica, subì una profonda trasformazione, incidendo positivamente sul tenore di vita della popolazione.

          La macchinetta fu costruita dagli ING.RI CERETTI & TANFANI di Foro Bonaparte 60 a Milano. Fondata nel 1894, la società debuttò alle Esposizioni riunite di Milano dello stesso anno allorché installò una piccola funivia per il trasporto di persone che aveva allora un solo precedente: quella costruita un anno prima negli USA.

          La manifestazione fieristica del 1894 faceva parte di una serie di esposizioni settoriali che, iniziata negli anni ottanta dell’Ottocento, sarebbe sfociata in quella universale di Parigi del 1900.

          La Compagnia aveva partecipato all’esposizione industriale e artistica del 1881 allorché rimarcavano la centralità del ruolo delle assicurazioni per il processo di sviluppo economico, presentando un album contenente 40 tavole grafiche sulle giornate di caduta della grandine – un contributo altamente significativo non solo per un’economia che continuava a essere sostanzialmente agricola ma anche per il nascente servizio meteorologico nazionale.

          Nella successiva Esposizione Generale Italiana, svoltasi a Torino nel 1896, le Generali parteciparono anche con l’Anonima Infortuni, la quale presentò i distributori automatici di polizza e curò una serie di manuali che illustravano le caratteristiche e l’utilità delle assicurazioni individuali contro gli infortuni, delle assicurazioni collettive per gli operai e delle assicurazioni di responsabilità civile.

          Marketing innovativo

          L’esperienza dei distributori automatici, che si concluse negli anni venti del 900, va sicuramente inquadrata nell’ottica dell’evoluzione di un mercato assicurativo che registrava i mutamenti in atto nella struttura di un paese avviatosi alla piena industrializzazione. La scelta della Compagnia di operare attraverso società specializzate era indicativa non soltanto di una scelta tecnica volta a preservare il ramo vita da rischi difficilmente controllabili, ma anche di un’innovativa politica commerciale. Una politica commerciale che si basava sull’innovazione tecnologica – non va dimenticato che la macchinetta fu ideata dagli ingegneri più geniali dell’epoca – e sulla precisa volontà di diffondere il concetto di previdenza privata fra la popolazione.

          Non a caso Marco Besso, il presidente che traghettò le Assicurazioni Generali nell’era contemporanea, impartiva ai dipendenti della rete agenziale della compagnia la seguente istruzione: “l’Assicurazione… non va vista come fonte di lucro per la Società ma come sorgente di soddisfazioni morali dovendo contribuire al benessere e alla tranquillità delle famiglie” – sottolineando quindi la capacità da parte della Compagnia di rompere gli schemi consolidati del business anticipando e gestendo i cambiamenti in atto, da autentici game changer.