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    Palazzo Cini riapre le porte a Venezia

    Straordinaria casa-museo, per il terzo anno apre al pubblico dall’8 aprile al 15 novembre. Per la prima volta accessibili insieme dipinti di Vittorio Cini

    Straordinaria casa-museo, per il terzo anno apre al pubblico dall’8 aprile al 15 novembre. Per la prima volta accessibili insieme dipinti di Vittorio Cini - Canaletto Veduta ideata con rovine romane in riva al mare (1721-22)
    Straordinaria casa-museo, per il terzo anno apre al pubblico dall’8 aprile al 15 novembre. Per la prima volta accessibili insieme dipinti di Vittorio Cini - Bartolomeo Montagna Madonna con il Bambino tra i santi Francesco e Giovanni Battista (1485 ca)
    Straordinaria casa-museo, per il terzo anno apre al pubblico dall’8 aprile al 15 novembre. Per la prima volta accessibili insieme dipinti di Vittorio Cini - Bernardino Licinio, Ritratto di giovane (1510-1530 circa)

    Avvicinare le persone alla cultura e all’arte significa creare valore condiviso stimolando la crescita personale e collettiva, base necessaria per l’innovazione e lo sviluppo. Palazzo Cini a San Vio, a Venezia, ne è un esempio.

     

    Dimora privata di uno dei più importanti collezionisti del novecento italiano, Vittorio Cini, e divenuta oggi casa-museo, per il terzo anno riapre al pubblico dall’8 aprile al 15 novembre grazie alla partnership tra la Fondazione Cini e Generali, legata alla città lagunare da un rapporto storico e dalla comune identità internazionale.

    Straordinaria casa-museo, per il terzo anno apre al pubblico dall’8 aprile al 15 novembre. Per la prima volta accessibili insieme dipinti di Vittorio Cini - Carlo Crivelli, Madonna con il Bambino (Sesto decennio del XV secolo)

    Palazzo Cini è un unicum nel panorama museale veneziano. Accanto a sculture e oggetti d’arte, annovera dipinti toscani e ferraresi con opere di Giotto, Guariento, Botticelli, Filippo Lippi, Piero di Cosimo e Dosso Dossi, ma anche capolavori di Tiziano, Lotto, Guardi, Canaletto e Tiepolo, esposte oggi per la prima volta insieme. Un’opportunità per ammirare preziose opere d’arte, come l’enigmatico San Giorgio che uccide il drago di Tiziano, ma anche di stimolare il confronto con un progetto che è espressione dell’ingegno, del lavoro e del pensiero di un imprenditore e mecenate.

     

    E sarà proprio un omaggio a Vittorio Cini ad aprire la stagione, con una trentina di capolavori con i nomi più rappresentativi della scuola Veneta, dal Trecento al Settecento.