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    11 novembre 2016

    Greater Copenhagen

    Infrastrutture e green economy per la qualità diffusa

    La politica danese pensa al futuro e dimostra di saper guardare lontano dando l’avvio nel 1947, a seguito di una consultazione popolare, al Piano Finger: un modello di sviluppo urbano, tutt’ora in corso di realizzazione, che si si fonda su un imponente processo di riorganizzazione del sistema dei trasporti pubblici, cui ha fatto seguito il progressivo trasferimento dei residenti dal centro di Copenhagen lungo gli assi dei servizi, dove è stata organizzata la nuova urbanizzazione.

     

    A convincere la popolazione di un cambiamento così radicale è stata la prospettiva di una migliore qualità della vita. E proprio per aver sperimentato un modello di successo la Commissione europea ha assegnato nel 2014 a Copenhagen il premio per la green economy “European Green Capital”. Il Piano Finger continua a godere di ampio consenso per gli indubbi benefici arrecati negli anni anche al sistema economico. Simbolo iconico del piano è una mano aperta, di lecorbusieriana memoria: il palmo rappresenta il cuore della capitale, dal quale si irradiano le “dita” con una funzione di sviluppo urbano e collegamento ferroviario e di reti stradali.  Le reti si innestano nella Regione periferica a nord del Paese, l’area urbana della “Greater Copenaghen”, con un solo centro principale: Copenhagen City. Tra le dita si trovano dei cunei verdi, all’interno dei quali sono previste aree – di facile accessi per tutta la popolazione – dove praticare agricoltura o pesca.

     

    Il progetto vive un momento di importante sviluppo nel 2000, quando viene inaugurato “il sesto dito”: il ponte di Øresund che collega la Danimarca alla Svezia. Questa infrastruttura consente lo scambio giornaliero di flussi di pendolari da entrambi i Paesi, rafforzando ulteriormente la competitività e integrando aspetti di  rigenerazione urbana e attrattività per gli investitori. Il principio di allocare le stazioni nei pressi delle attività produttive con un massimo di percorrenza a piedi di 600 metri si è rivelato strategico per eliminare la congestione stradale e incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Nel 2007 e a seguire nel 2013 è stato nominato a capo della pianificazione generale e alla guida del piano il Ministro per l'Ambiente, che si occupa attraverso  una “Agenzia per la natura” anche del piano del commercio per la piccola e grande distribuzione.

     

    Il Piano Finger costituisce tutt’ora la spina dorsale della pianificazione regionale per la zona di Greater Copenhagen, nella quale sviluppo e rigenerazione urbana discendono dalla collaborazione di 34 Comuni. Il piano negli anni ha contribuito a garantire uno sviluppo uniforme della dotazione di servizi, eliminando gli squilibri tra periferia e centro che caratterizzano molte città europee e generando al contempo identità e qualità urbana diffusa.

    ©Ministry of the Environment Denmark 2015

    01 – Sketch from the first Finger Plan created by the Regional Planning Office in 1947. Courtesy ©Ministry of the Environment Denmark 2015
    02 – Damhussøen in Copenhagen. Courtesy ©Ministry of the Environment Denmark 2015
    03 – City fingers and green wedges.Courtesy ©Ministry of the Environment Denmark 2015
    04 – Greater Copenaghen: the 4 geographical areas. Courtesy ©Ministry of the Environment Denmark 2015
    05 – Location near stations.Courtesy ©Ministry of the Environment Denmark 2015
    06 – Copenagheners choice of transport. Courtesy: TRAFFIC SAFETY PLAN 2013-2020
    07 – Cycle path network for commuters and overall recreational path network. Courtesy ©Ministry of the Environment Denmark 2015
    08 – Apartment buildings in Lyngby: collaboration projects.Courtesy ©Ministry of the Environment Denmark 2015
    09 - Øresund bridge – Photocredits: Marcus Bengtsson