Essere sordi è un limite che va superato.

Natale Luca Chiofalo da Generali Welion
Buongiorno a tutti,

mi chiamo Luca, ho 31 anni e vengo dalla provincia di Messina precisamente da Milazzo ma vivo a Parma da 13 anni, sono sposato e ho due meravigliosi figli, Matilde e Leonardo.

Vengo da una famiglia composta da persone completamente sorde, mia mamma, mio padre e mio fratello e il nostro mezzo di comunicazione è appunto la LIS (lingua dei segni italiana).

Io sono sordo ma con le protesi acustiche riesco a comunicare senza grossi problemi e con piccoli accorgimenti.

Piccoli accorgimenti ecco, possono sembrare piccoli ma che nella vita quotidiana spesso questo tipo di deficit appunto invisibile ci porta a scontrarci con tanti pregiudizi, mancanza di accessibilità, integrazione, inclusione e soprattutto il poco supporto nell’abbattimento delle barriere di comunicazione. Pensate che siamo ancora l’unico paese in Europa a non riconoscere secondo le condizione dell’ONU la nostra lingua dei segni.

Mi scuso prima di tutto se il mio linguaggio scritto magari potrebbe non essere molto chiaro. Questo mi porta indietro nel tempo a ricordare quando da piccolo mi trovavo a dover fare dei compiti a casa come ad esempio un tema di italiano e i miei purtroppo in quanto sordi non potevano mai capire quando mettere le virgole nelle frasi o le pronunce corrette appunto perché comunicando in LIS la struttura grammaticale è molto diversa all’italiano parlato.

Pensate che allora intv non c’erano i sottotitoli o se c’erano erano completamente sbagliati o non funzionanti quindi, anche per questa mancanza, tante cose, come nei servizi pubblici, non le capivamo. Non capivamo mai una comunicazione anche quando questa era formale o semplice.

Questo mi ha permesso di essere una persona molto curiosa fin da piccolo.Visto che in famiglia ero l’unico che parlava abbastanza bene ero una fortuna per i miei e mio fratello e infatti nelle loro faccende quotidiane, come le commissioni in banca o varie gestioni per la casa, mi portavano sempre con loro per fare da mediatore.Ed è proprio da lì che ho imparato a essere attento e ad ascoltare i loro interlocutori per afferrare il significato delle parole, purtroppo quando ero bambino tante cose non le sapevo.

Così sono diventato più sicuro di me stesso e di quello che sono in tutta la mia semplicità, non provo più disagio per il mio problema anche se nella mia infanzia di prese in giro per quello che sono e per quelle che siamo in famiglia ne ho subite veramente tante.

A 18 anni mi diplomo in ragioneria e nel 2008 decido di intraprendere da solo la ricerca del lavoro trasferendomi a Parma. È qui che la mia vita diventa un percorso difficile pieno di ostacoli, di pregiudizi su ciò che una persona sorda può fare nel mondo del lavoro.

Non solo nel mondo del lavoro ma anche nel mondo sportivo ci sono tanti pregiudizi, mio padre mi ha trasmesso fortemente la passione per il calcio che è lo sport con cui sono cresciuto a livello agonistico e dilettantistico e ho avuto la fortuna anche di far parte per 10 anni, dal 2008, della nazionale di calcio dei sordi con la FSSI(Federazione sportiva sordi Italia con sede a Roma) partecipando a diverse competizioni europee, mondiali e raggiungendo la medaglia di bronzo agli Europei di calcio a 5 in Finlandia.

Nel calcio purtroppo mi è capitato di avere a che fare con compagni di squadra e allenatori che piuttosto guardare la bravura hanno preferito ostacolare il mio percorso solo per questa mia patologia.

Tornando al mondo del lavoro ho avuto la fortuna di aver fatto diverse esperienze lavorative, iniziando come addetto alla clientela poi come operaio generico fino ad arrivare finalmente alle mansioni desiderate ovvero quelle impiegatizie. Ci sono arrivato da pochi anni quando finalmente ci si è resi conto che una persona sorda può svolgere mansioni d’ufficio.

Non voglio dilungarmi ma mi piace elencarvi frasi che mi sono sentito dire spesso in questi 13 anni di esperienze lavorative, forse fa anche ridere:

«Nella nostra azienda non riusciamo a garantire la sicurezza a una persona sorda come lei».

«Ma lei riesce a guidare? Come fa a lavorare?»

«Non sappiamo dove metterla perché purtroppo è importante saper lavorare in gruppo ma viste le sue difficoltà non è possibile».

«Ma perché l’impiegato, con questo suo problema le aziende in ufficio avranno problemi con lei forse è meglio se facesse l’operaio».

 

«Secondo me le persone sorde non possono lavorare in ambienti come banche o comuni per questa difficoltà forse sono più facili in mansioni da manovale».

Ok, mi fermo qui perché sembrano dette per scherzo e invece no…a volte con un nodo nella pancia, a volte con rabbia e delusione per aver perso opportunità migliori senza aver la possibilità di dimostrare di essere valido.

Ma come vi dicevo sono sempre stato forte con me stesso, sono testardo e non voglio arrendermi e mollare ancora… inoltre, ho due figli che hanno la mia stessa patologia e voglio dimostrare loro che il papà ha combattuto, che non ha mai mollato, che non si è mai fermato alle prese in giro e ai pregiudizi ed è proprio questo che vorrei insegnargli.

Per quanto curioso sia nell’osservare attentamente le persone e a rimboccarmi le maniche provando ad ampliare le ricerche fuori dalla città di Parma e trovo un po’ per fortuna la possibilità di un colloquio con la Generali. Ok, ammetto di non essere stato fiducioso, quasi incredulo dopo le mie vecchie esperienze ma in generale l’azienda mi ha subito dimostrato fiducia e ottimismo, ciò mi ha permesso di alzare la testa e dire: «ok, proviamoci».

Infatti, eccomi qui a lavorare e vivere orgogliosamente quest’ esperienza dal 12 aprile 2021 con la Generali Welion quasi come a dire al mio passato: «ehi ragazzi, guardatemi alla fine non sono andato così male nella vita per essere arrivato qui».

Per me questa opportunità rappresenta l’apice, il massimo della mia vita.

Non mi sono mai sentito così bene lavorando, ho un gruppo di colleghi davvero fantastico, tutti sono sempre pronti ad aiutarmi, sempre disponibili e soprattutto sono persone che mi hanno spinto ad avere fiducia in me stesso e a crederci.

Inoltre, Generali fa veramente fede all’accessibilità, si basti pensare che le riunioni aziendali sono munite di interpreti in Lis,cose da farmi sobbalzare dalla sedia…sono INCREDULO.

Corsi di formazione in remoto con la possibilità di sottotitoli e in lingua LIS…ecco forse la vita mi ha dato quello che cercavo, le cose belle arrivano quando meno te lo aspetti.

Lavorare per Generali rappresenta per me un’opportunità ma anche un esempio per tutte le altre aziende per dimostrare che anche le persone sorde possono essere VALIDE, basta dare a loro la giusta FIDUCIA.

Ci tengo a precisare che non voglio assolutamente approfittare della mia disabilità ma semplicemente ho trovato interessante la possibilità di raccontare la propria storia per festeggiare i 190 anni di Generali. Ho descritto la mia realtà nella vita quotidiana e ciò che ho trovato nel mondo Generali, GRAZIE.

Amo molto questa frase che mi accompagna sempre nella mia vita: «SE INSISTI E RESISTI RAGGIUNGI E CONQUISTI!»

Essere sordi è un limite che va superato.

Buongiorno a tutti,

mi chiamo Luca, ho 31 anni e vengo dalla provincia di Messina precisamente da Milazzo ma vivo a Parma da 13 anni, sono sposato e ho due meravigliosi figli, Matilde e Leonardo.

Vengo da una famiglia composta da persone completamente sorde, mia mamma, mio padre e mio fratello e il nostro mezzo di comunicazione è appunto la LIS (lingua dei segni italiana).

Io sono sordo ma con le protesi acustiche riesco a comunicare senza grossi problemi e con piccoli accorgimenti.

Piccoli accorgimenti ecco, possono sembrare piccoli ma che nella vita quotidiana spesso questo tipo di deficit appunto invisibile ci porta a scontrarci con tanti pregiudizi, mancanza di accessibilità, integrazione, inclusione e soprattutto il poco supporto nell’abbattimento delle barriere di comunicazione. Pensate che siamo ancora l’unico paese in Europa a non riconoscere secondo le condizione dell’ONU la nostra lingua dei segni.

Mi scuso prima di tutto se il mio linguaggio scritto magari potrebbe non essere molto chiaro. Questo mi porta indietro nel tempo a ricordare quando da piccolo mi trovavo a dover fare dei compiti a casa come ad esempio un tema di italiano e i miei purtroppo in quanto sordi non potevano mai capire quando mettere le virgole nelle frasi o le pronunce corrette appunto perché comunicando in LIS la struttura grammaticale è molto diversa all’italiano parlato.

Pensate che allora intv non c’erano i sottotitoli o se c’erano erano completamente sbagliati o non funzionanti quindi, anche per questa mancanza, tante cose, come nei servizi pubblici, non le capivamo. Non capivamo mai una comunicazione anche quando questa era formale o semplice.

Questo mi ha permesso di essere una persona molto curiosa fin da piccolo.Visto che in famiglia ero l’unico che parlava abbastanza bene ero una fortuna per i miei e mio fratello e infatti nelle loro faccende quotidiane, come le commissioni in banca o varie gestioni per la casa, mi portavano sempre con loro per fare da mediatore.Ed è proprio da lì che ho imparato a essere attento e ad ascoltare i loro interlocutori per afferrare il significato delle parole, purtroppo quando ero bambino tante cose non le sapevo.

Così sono diventato più sicuro di me stesso e di quello che sono in tutta la mia semplicità, non provo più disagio per il mio problema anche se nella mia infanzia di prese in giro per quello che sono e per quelle che siamo in famiglia ne ho subite veramente tante.

A 18 anni mi diplomo in ragioneria e nel 2008 decido di intraprendere da solo la ricerca del lavoro trasferendomi a Parma. È qui che la mia vita diventa un percorso difficile pieno di ostacoli, di pregiudizi su ciò che una persona sorda può fare nel mondo del lavoro.

Non solo nel mondo del lavoro ma anche nel mondo sportivo ci sono tanti pregiudizi, mio padre mi ha trasmesso fortemente la passione per il calcio che è lo sport con cui sono cresciuto a livello agonistico e dilettantistico e ho avuto la fortuna anche di far parte per 10 anni, dal 2008, della nazionale di calcio dei sordi con la FSSI(Federazione sportiva sordi Italia con sede a Roma) partecipando a diverse competizioni europee, mondiali e raggiungendo la medaglia di bronzo agli Europei di calcio a 5 in Finlandia.

Nel calcio purtroppo mi è capitato di avere a che fare con compagni di squadra e allenatori che piuttosto guardare la bravura hanno preferito ostacolare il mio percorso solo per questa mia patologia.

Tornando al mondo del lavoro ho avuto la fortuna di aver fatto diverse esperienze lavorative, iniziando come addetto alla clientela poi come operaio generico fino ad arrivare finalmente alle mansioni desiderate ovvero quelle impiegatizie. Ci sono arrivato da pochi anni quando finalmente ci si è resi conto che una persona sorda può svolgere mansioni d’ufficio.

Non voglio dilungarmi ma mi piace elencarvi frasi che mi sono sentito dire spesso in questi 13 anni di esperienze lavorative, forse fa anche ridere:

«Nella nostra azienda non riusciamo a garantire la sicurezza a una persona sorda come lei».

«Ma lei riesce a guidare? Come fa a lavorare?»

«Non sappiamo dove metterla perché purtroppo è importante saper lavorare in gruppo ma viste le sue difficoltà non è possibile».

«Ma perché l’impiegato, con questo suo problema le aziende in ufficio avranno problemi con lei forse è meglio se facesse l’operaio».

 

«Secondo me le persone sorde non possono lavorare in ambienti come banche o comuni per questa difficoltà forse sono più facili in mansioni da manovale».

Ok, mi fermo qui perché sembrano dette per scherzo e invece no…a volte con un nodo nella pancia, a volte con rabbia e delusione per aver perso opportunità migliori senza aver la possibilità di dimostrare di essere valido.

Ma come vi dicevo sono sempre stato forte con me stesso, sono testardo e non voglio arrendermi e mollare ancora… inoltre, ho due figli che hanno la mia stessa patologia e voglio dimostrare loro che il papà ha combattuto, che non ha mai mollato, che non si è mai fermato alle prese in giro e ai pregiudizi ed è proprio questo che vorrei insegnargli.

Per quanto curioso sia nell’osservare attentamente le persone e a rimboccarmi le maniche provando ad ampliare le ricerche fuori dalla città di Parma e trovo un po’ per fortuna la possibilità di un colloquio con la Generali. Ok, ammetto di non essere stato fiducioso, quasi incredulo dopo le mie vecchie esperienze ma in generale l’azienda mi ha subito dimostrato fiducia e ottimismo, ciò mi ha permesso di alzare la testa e dire: «ok, proviamoci».

Infatti, eccomi qui a lavorare e vivere orgogliosamente quest’ esperienza dal 12 aprile 2021 con la Generali Welion quasi come a dire al mio passato: «ehi ragazzi, guardatemi alla fine non sono andato così male nella vita per essere arrivato qui».

Per me questa opportunità rappresenta l’apice, il massimo della mia vita.

Non mi sono mai sentito così bene lavorando, ho un gruppo di colleghi davvero fantastico, tutti sono sempre pronti ad aiutarmi, sempre disponibili e soprattutto sono persone che mi hanno spinto ad avere fiducia in me stesso e a crederci.

Inoltre, Generali fa veramente fede all’accessibilità, si basti pensare che le riunioni aziendali sono munite di interpreti in Lis,cose da farmi sobbalzare dalla sedia…sono INCREDULO.

Corsi di formazione in remoto con la possibilità di sottotitoli e in lingua LIS…ecco forse la vita mi ha dato quello che cercavo, le cose belle arrivano quando meno te lo aspetti.

Lavorare per Generali rappresenta per me un’opportunità ma anche un esempio per tutte le altre aziende per dimostrare che anche le persone sorde possono essere VALIDE, basta dare a loro la giusta FIDUCIA.

Ci tengo a precisare che non voglio assolutamente approfittare della mia disabilità ma semplicemente ho trovato interessante la possibilità di raccontare la propria storia per festeggiare i 190 anni di Generali. Ho descritto la mia realtà nella vita quotidiana e ciò che ho trovato nel mondo Generali, GRAZIE.

Amo molto questa frase che mi accompagna sempre nella mia vita: «SE INSISTI E RESISTI RAGGIUNGI E CONQUISTI!»