Investitore responsabile

Un'oasi in città

Il verde urbano di CityLife

C’è un nuovo polmone verde a Milano. Il parco pubblico di CityLife, con una superficie di 173.000 m², andrà ad aggiungersi alla mole complessiva delle aree verdi milanesi, che al momento ammontano a circa 16.617.500 m² di verde comunale fruibile. A cui si somma il fenomeno di rinascita degli orti urbani, oggetto – soprattutto oltreoceano, dove si parla di urban agriculture – di un movimento di riscoperta dell’agricoltura self-made.

 

Un’area del parco di circa 70.000 m² è già perfettamente agibile, un’altra parte sarà ultimata entro dicembre, e via via si proseguirà fino alla completa apertura del terzo parco più esteso nel centro di Milano, insieme a Parco Sempione e i Giardini di Porta Venezia.

 

A progetto finito il parco ospiterà più di 1500 alberi, tra querce, faggi, castagni, ciliegi. Considerando che un albero produce in media 20–30 litri di ossigeno al giorno, possiamo ipotizzare per il nuovo parco milanese un’emissione approssimativa di 30-45mila litri giornalieri: un piccolo patrimonio ecologico.

 

Il parco CityLife è parte integrante del più ampio progetto di riqualificazione urbana dell’ex quartiere storico della Fiera Campionaria. Con il trasferimento di gran parte dell’area fieristica nel nuovo polo Fieramilano di Rho-Pero, l’area liberata – una superficie di circa 255 000 m² – è stata oggetto di una gara internazionale, vinta nel luglio 2004 dal consorzio CityLife, composto da Generali Properties S.p.A, Gruppo Ras, Progestim S.p.A. – Gruppo Fondiaria-SAI –, Lamaro Appalti S.p.A. e Grupo Lar.

 

Il progetto prevede un’area residenziale per circa 4500 residenti, un asilo nido, percorsi pedonali e ciclabili, parcheggi sotterranei, un cluster di torri (Torre Hadid, Torre Isozaki e Torre Libeskind) e, naturalmente, il grande parco, il cui concept paesaggistico, “un parco fra le montagne e la pianura”, riflette la grande varietà del territorio lombardo, dalla linea dei Fontanili che rappresenta la pianura lombarda al bosco di querce che richiama le Prealpi.

 

Nei paesi anglosassoni la disciplina che si interessa del verde urbano è conosciuta come urban forestry (scienza forestale urbana), quasi a indicare come le aree verdi possano proporsi come vere e proprie oasi all’interno degli spazi edificati. Oltre alla funzione estetica di abbellimento dell’architettura urbana, infatti, il ruolo del verde nel contesto cittadino è fondamentale per molti aspetti, da quello ecologico-ambientale a quello sociale.

 

Dal punto di vista bioclimatico, l'evapotraspirazione prodotta dalle piante può contribuire a una sensibile mitigazione della temperatura estiva nelle aree urbane, con una sorta di effetto di “condizionamento” naturale dell’aria. Inoltre, il verde urbano contribuisce in modo sostanziale a mitigare gli effetti di degrado e gli impatti prodotti dalle attività dell’uomo, oltre a svolgere un’importante funzione benefica dal punto di vista psicologico, attraverso la vista riposante di un’area verde e ben curata.

 

La presenza di parchi, giardini, viali e piazze alberate consente inoltre di soddisfare le esigenze ricreative e sociali, rendendo la città più vivibile e a dimensione d’uomo e di famiglia. L’iniziativa di implementare le aree verdi attraverso progettazioni mirate non può dunque che arricchire una città come Milano, che vanta sì progetti interessanti come Boscoincittà – un vero e proprio bosco all’interno del tessuto urbano – o il Parco delle Cave – con i suoi quattro laghi, i corsi d’acqua, gli orti urbani e le antiche cascine – ma che in termini di verde cittadino deve ancora lavorare per raggiungere le grandi città verdi europee, come Copenaghen, Stoccolma e Oslo.

© Alberto Fanelli