Nella gestione degli investimenti il Gruppo Generali ha sempre privilegiato la
sicurezza e l’affidabilità dell’emittente, rifiutando pratiche prettamente speculative e prestando particolare
attenzione ad evitare impieghi ad alto rischio sotto qualsiasi profilo, inclusi
quello ambientale e sociale. Tuttavia, ritenendo importante una maggiore trasparenza
dei criteri di investimento adottati e un chiaro riconoscimento dell’integrazione
di principi etici nelle strategie di investimento perseguite, nel 2006 il Gruppo
ha aderito alle linee guida etiche del Fondo Pensione Governativo Norvegese (
Government Pension Fund – Global).
Le ragioni di tale scelta sono riconducibili, innanzitutto, ad una sostanziale
corrispondenza di obiettivi tra il Gruppo e il Fondo Pensione Governativo Norvegese. Inoltre, le linee guida etiche del Fondo sono vicine al concetto di sostenibilità degli investimenti di Generali.
In particolare il Fondo non esclude dall’universo investibile interi settori produttivi
sulla base di istanze di tipo morale o ambientale, ma valuta il comportamento
della singola impresa. E’ stabilita una procedura di esclusione delle società emittenti dagli investimenti possibili nella quale è coinvolto
un Comitato Etico di esperti, che ha funzioni consultive nei confronti del Ministro
delle Finanze, responsabile della gestione del Fondo.
Con l’adozione della suddetta politica di investimento il Gruppo non solo vuole
evitare il rischio di contribuire indirettamente a gravi atti contro l’umanità
e/o l’ambiente, ma - nella sua veste di investitore istituzionale - persegue altresì
l’obiettivo di indurre nelle società emittenti comportamenti responsabili sotto
il profilo socio-ambientale.
Il Gruppo Generali si è impegnato ad applicare i suddetti principi etici sia
agli investimenti del proprio patrimonio sia alle risorse a fronte degli impegni
presi nei confronti degli assicurati, ove il rischio dell’investimento è corso
dal Gruppo.
Per i titoli in portafoglio che non rispondano ai suddetti criteri, in particolare
a seguito dell’esclusione di nuove società, è previsto che, nel momento in cui
la notizia viene resa pubblica del Ministro delle Finanze norvegese, venga stabilito
un periodo entro il quale le posizioni dovranno essere liquidate salvaguardando
il valore dei portafogli nell’interesse della clientela.
Per il monitoraggio della rispondenza alle linee guida etiche degli investimenti
effettuati nei vari Paesi è previsto l’invio di una relazione trimestrale al servizio
Controllo del Rischio Finanziario del Corporate Centre. L’eventuale presenza di
violazioni attiva un processo di verifica e condivisione dei piani di disinvestimento
finalizzati a un tempestivo rispetto delle linee guida.
A fine 2007 risultavano in portafoglio investimenti non etici per circa 22 milioni
di euro. La posizione residua è dovuta principalmente all’ investimento nella
società Vedanta Resources PLC, esclusa dall’universo investibile nel mese di novembre
2007.