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La fine della proprietà

Benvenuti nel mondo on demand

Una volta c’erano l’home video, Blockbuster, la tv rigidamente ancorata al suo palinsesto e l’appuntamento settimanale davanti alla serie tv preferita. Ora c’è Netflix, la media company nata nel 1997 in California che, assecondando la nuova tendenza di fruizione dei prodotti audiovisivi, ha di fatto istituzionalizzato lo streaming. Eppure ai suoi albori Netflix era proprio una compagnia di distribuzione e di noleggio di quegli home video che ha contribuito a soppiantare.

L'economia on demand è l’insieme di servizi creati dalle aziende per soddisfare la domanda attraverso l’approvvigionamento immediato, sia esso gratuito o a pagamento. Il sistema è stato introdotto dalla IBM nel 2004, e trae ispirazione dal concetto di utilities, cioè di costo a consumo.

Dal 2005 in poi si è diffuso anche nel campo informatico, soprattutto per quanto riguarda i software. In campo aziendale per “on demand” si intende infatti l'accesso alle risorse informatiche solo quando necessario, pagando in base all'utilizzo.

Il concetto di fondo è semplice ed è quello delle piattaforme sharing: perché acquistare un bene se questo ci serve per un periodo molto limitato? Perché non possiamo fruirne in modo immediato e solo quando ne abbiamo effettiva necessità?

Inoltre, con l’accesso continuo alla rete e alla mobilità, sembra non esserci più posto per l’attesa e per le cattive esperienze di utilizzo (in termini di efficienza come di costi) e questo apre la strada a tutto un universo di servizi da migliorare e da rendere più accessibili e smart. E così hanno fatto i disruptor digitali: hanno individuato nicchie di inefficienza e ne hanno riprogettato la user experience. Lo hanno fatto Airbnb nell’ospitalità, Uber nel trasporto urbano e diverse piattaforme come UpWork e Odesk nel mercato del lavoro free lance.

Allo stesso modo, Netflix ha capito le potenzialità dello streaming e l’ha reso un’esperienza di qualità a costo limitato: perché perdere tempo cercando un torrent affidabile di Daredevil, quando si può avere uno streaming valido e illimitato pagando una piccola quota mensile? Non solo: attraverso l’algoritmo di ranking, Netflix impara a conoscere il consumatore, studia le scelte del cliente e il voto che quest’ultimo esprime sui prodotti visionati e gli propone film e serie tv che potrebbero essere di suo gradimento. Il grado di personalizzazione è altissimo, tanto che ogni cliente ha una diversa home page, creata in base alle sue preferenze. 

L’ultimo mezzo secolo di televisione ci aveva abituati al dogma della periodicità fissa: un episodio a settimana. L'idea era naturalmente quella di alimentare la tensione, mentre si cercava di estendere il potenziale delle entrate pubblicitarie. Netflix è andato nella direzione opposta: un’intera stagione disponibile, fruibile in maratone anche di un giorno solo. Il pubblico ha il potere assoluto di organizzare la propria esperienza a suo piacimento. E il vecchio dionisiaco desiderio di gratificazione immediata è così interamente soddisfatto.