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Automobili: il futuro è verde?

Il 2016 potrebbe essere l'anno dell'auto elettrica: incentivi e ricerca tecnologica decideranno il futuro del go green movement

Il mondo della mobilità di massa è destinato a rapidi cambiamenti. Stando agli sviluppi degli ultimi anni saranno i veicoli elettrici i protagonisti della nuova mobilità. Ma riusciranno a scalzare le auto con motore a combustione interna?

 

Le ragioni del cambio di tendenza riguardano in primo luogo l’impatto ambientale, il go-green movement, sempre più popolare dopo il dieselgate, e in secondo luogo la necessità di trovare soluzioni alternative ai combustibili fossili.

 

Le critiche a questo tipo di vettura però non mancano e la prima è senz’altro il prezzo: le auto elettriche sono considerate un prodotto di nicchia che solo i ricchi possono permettersi. Presto però le cose potrebbero cambiare. Certo, le stime variano molto ed è difficile determinare quanto i costi dovranno calare prima che le auto elettriche possano essere realmente competitive nei confronti delle vetture a benzina, ma alcuni studi recenti si dimostrano ottimisti.

Per esempio lo studio del 2015, condotto da due colleghi dello Stockholm Environment Institute, Bjӧrn Nykvist e Måns Nilsson, ha confrontato 80 stime pubblicate fra il 2007 e il 2014 e ha determinato che i costi delle batterie – la componente più dispendiosa di un’auto elettrica – sono di molto inferiori rispetto alle previsioni fatte dagli analisti del settore energetico.

 

Nykvist e Nilsson hanno concluso che entro il 2018 le batterie potrebbero arrivare a costare 230 dollari per chilowattora. E se il prezzo dovesse scendere a 150 dollari, si potrebbe arrivare a un “potenziale cambiamento di paradigma nella tecnologia delle automobili”.

 

Certo, le criticità delle vetture elettriche non si limitano al prezzo. Una delle prime sfide è l’autonomia di percorrenza. In alcuni casi infatti l’autonomia è simile alle auto a benzina, ma a prezzo di un costo di partenza davvero elevato. Un esempio è la Model S, che stando alla Environmental Protection Agency degli Stati Uniti è in grado di percorrere 400 chilometri con una carica, ma a un prezzo di partenza di circa 70mila euro. Mentre la Nissan Leaf, da 25mila euro circa, può percorrere solo 120 chilometri.

Un problema non da poco, che potrebbe però essere ridimensionato da nuove tecnologie come il motore sviluppato dalla Nanyang Technologycal Univeristy e dal German Aerospace Centre, il cui scopo sarebbe incrementare l’autonomia delle vetture elettriche del 15-20 per cento. 

 

Un altro aspetto che potrebbe concorrere a incrementare le prestazioni è una migliore analisi dei dati, che aiuterebbe i conducenti di vetture elettriche a fermarsi meno frequentemente per la ricarica, senza timore di rimanere a secco. È quanto sostengono i ricercatori della North Carolina State University, i quali hanno sviluppato un nuovo software che analizza quanta energia occorrerà per raggiungere la destinazione tenendo in considerazione “le condizioni in tempo reale del traffico, del meteo, lo stile di guida e la carica rimanente nella batteria”.

 

Allo stesso modo l’autonomia potrebbe essere aumentata grazie a un nuovo sistema di navigazione, come quello sviluppato dagli ingegneri della University of California di Riverside. Utilizzando informazioni in tempo reale sul flusso del traffico e considerando tipologie e condizioni delle strade, sarebbe possibile infatti calcolare il percorso realmente più idoneo, con un risparmio energetico del 25 o addirittura del 51 per cento.

Infine c’è l’ipotesi dei pannelli energetici. Alcuni ricercatori, per lo più statunitensi e australiani, hanno sviluppato pannelli carrozzeria in grado di alimentare le vetture. La loro speranza è che “un giorno le auto possano essere alimentate interamente con supercondensatori in grado di accumulare più energia di una batteria agli ioni di litio e operare per oltre 300 miglia”. Prima però dovranno trovare i materiali giusti per incrementare la carica accumulata e un nuovo metodo per produrre le pellicole in grafene nei volumi necessari.

 

In conclusione, lo scandalo dei test truccati sui veicoli diesel Volkswagen non ha certo determinato il funerale del gasolio, ma di sicuro ne ha accelerato il declino, spianando la strada alla rivoluzione delle auto elettriche e ibride. Tanto c’è ancora da fare in termini di incentivi e di ricerca tecnologica. E il 2016 potrebbe essere un anno decisivo.