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Un fiume di opportunità

«Il nostro approccio è olistico. Ogni cosa è collegata. Ogni pezzo è in funzione di una visione generale». Così Simone Raskob, vice sindaco di Essen, racconta come la sua città, 577mila abitanti nel bel mezzo della Ruhr, sia diventata la capitale verde europea del 2017.

Un risultato non da poco se si pensa da dove partiva Essen: «La nostra era la città del carbone e dell'acciaio. A Essen nel 19esimo secolo nasce la Krupp, storico produttore d'acciaio tedesco, tra i più grandi al mondo ancora oggi, che si è fuso con Thyssen», racconta la Raskob «L'inquinamento è sempre stato il nostro grande problema».

 

Problema tra i problemi, quello dell'acqua: quello di Essen è un territorio bucato dai cunicoli delle miniere – cosa che rendeva impossibile l'approvvigionamento d'acqua dalla falda acquifera e che ha ritardato di decenni la costruzione di un sistema fognario moderno – e punteggiato da decine di migliaia di fabbriche, ognuna delle quali scaricava i propri rifiuti nella Ruhr, il fiume che attraversa e dà il nome alla regione, e nell'Emscher, un torrente con decine di affluenti noto per essere seriamente inquinato.

 

«Fino a qualche anno fa, quella che usciva dai rubinetti delle case di Essen era l'acqua della Ruhr, dopo decine di trattamenti depurativi», spiega la Raskob, che ha recentemente partecipato a un convegno sul tema dell'acqua nell'ambito di Expo 2015. «Oggi i cittadini di Essen bevono acqua più pulita, possono fare il bagno nella Ruhr e fare una passeggiata sul lungo Emscher senza doversi tappare il naso».

L’investimento in quello che definiscono un «progetto generazionale» è stato poderoso: «Abbiamo creato numerosi bacini artificiali alimentati dalla sola acqua piovana che vi cade dentro o che vi cola dai tetti, o che arriva dalle strade circostanti, attraverso un’apposita canalizzazione», spiega la Raskob. «Poi abbiamo creato un gigantesco piano di rinaturalizzazione dell'Emscher, costruendo una rete di tubazioni lunga complessivamente 51 chilometri da Dortmund alla foce del Reno». Sotto l'Emscher e i suoi affluenti, insomma, finirà tutto ciò che fino a ieri finiva nel fiume.

 

A questo si è aggiunta una ridefinizione complessiva della strategia verde della città, che attorno alla questione acqua si è costruita un’identità green: «La nostra strategia si chiama “Essen 2030” e vogliamo agire su ogni ambito del vivere verde in modo efficace e significativo, dall’acqua alla qualità dell’aria, dal riciclo dei rifiuti all'inquinamento acustico». Niente male per quella che fino a poco tempo fa era una terra grigia e inquinata.