Generali SpA

Benvenuti nel Gruppo Generali
Seleziona il tuo paese

Dove siamo
                           

Lotta alla corruzione

Il nostro rifiuto a ogni forma di corruzione, compreso il pagamento di tangenti e l’estorsione, è sancito nel Codice di Condotta

Ci impegniamo, in qualità di aderenti a UN Global Compact, a condividere, sostenere e applicare nelle nostre sfere di influenza il principio relativo alla lotta alla corruzione.

Il nostro approccio

Richiediamo a tutti i nostri stakeholder di adottare comportamenti che contrastino il manifestarsi di episodi di corruzione e adottiamo misure atte a prevenire comportamenti che non rispettano i principi di correttezza, legalità e trasparenza. Ad esempio è stato definito in dettaglio il comportamento da tenere relativamente all’offerta o accettazione di regali nei rapporti con pubblici ufficiali e business partner.

Formazione

Riteniamo che la formazione sia un elemento importante nella gestione del rischio inerente alle diverse pratiche corruttive, in quanto crea consapevolezza interna e le capacità necessarie per prevenirne il verificarsi. Offriamo pertanto adeguata e continua formazione ai nostri dipendenti che possono più facilmente venire in contatto con fenomeni e pratiche corruttive, e ai nostri agenti e ai loro collaboratori. L’obiettivo è di fornire loro elementi necessari a identificare e gestire attività potenzialmente connesse a pratiche corruttive nelle diverse forme. La formazione si realizza attraverso specifici incontri e corsi erogati prevalentemente in modalità e-learning.

SEGNALAZIONI

Le segnalazioni di presunte violazioni del Codice di Condotta riconducibili a episodi di corruzione (ivi inclusi frode, conflitto di interessi, riciclaggio di denaro, ecc.) possono essere effettuate, anche in forma anonima se la legge lo consente, attraverso i canali previsti dal Codice.

Di seguito sono elencate le varie forme di corruzione che il Gruppo è impegnato a contrastare.

Dichiariamo espressamente di non tollerare alcuna forma di corruzione nel nostro Codice di Condotta.


In particolare, i nostri dipendenti e i terzi che agiscono per nostro conto (agenti, fornitori, consulenti, ecc.) devono astenersi dall’offrire o accettare regali o forme di intrattenimento che possono essere percepite come tangenti da pubblici ufficiali o business partner (o loro familiari o soci d’affari). L’obbligo di astensione è assoluto in caso di pagamenti indebiti, quali tangenti, bustarelle o pagamenti di facilitazione aventi lo scopo di velocizzare o facilitare l’espletamento di pratiche di routine. Sono invece consentiti regali, forme di intrattenimento o altri benefit purché siano di esiguo valore, adeguati alle circostanze, attinenti all’attività lavorativa, consentiti dalla normativa locale e conformi alle prassi commerciali in uso.


Inoltre, non sosteniamo alcun evento o iniziativa di natura prettamente o esclusivamente politica, ci asteniamo dall’esercitare, direttamente o indirettamente, pressioni su rappresentanti politici e non destiniamo alcun contributo alle associazioni sindacali.


Alla dichiarazione di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi forma di corruzione espressa nel nostro Codice di Condotta, fanno riscontro molteplici iniziative volte a far conoscere la nostra posizione, tra cui campagne di comunicazione e formazione dei dipendenti, quali ad esempio l’iniziativa Let’s talk ethics, una serie di vignette e testi di approfondimento su specifici aspetti contenuti nel Codice di Condotta.

Abbiamo una politica finalizzata a contrastare la frode esterna, che include tutti quei comportamenti intenzionalmente compiuti al fine di ottenere un profitto dalla società assicurativa, come, ad esempio, richieste di risarcimento per sinistri non avvenuti o per danni non legati al sinistro denunciato (e dunque per maggiori danni) e false dichiarazioni all’atto della sottoscrizione della polizza o della denuncia del sinistro.

Tra gli strumenti attivati per contrastarla c’è il progetto Cognitive interview avviato nel 2014, che ha visto il coinvolgimento di 12 responsabili nella gestione delle frodi appartenenti a 9 nostre società, con lo scopo di comprendere le modalità di implementazione di questa tecnica investigativa basata sulla conversazione e sull’ascolto attivo in termini di impatto organizzativo, criteri nella selezione dei casi da esaminare e modalità con cui affrontare il confronto con la controparte.
I primi risultati hanno portato a una significativa riduzione dei tempi di gestione dei casi sospetti: in particolare, nel 57% dei sinistri coinvolti nel progetto è stato possibile evitare indagini a tavolino particolarmente lunghe e il coinvolgimento di investigatori esterni. È stato intensificato lo scambio di competenze e conoscenze tra le nostre società in termini di best practice sui processi di individuazione, indagine e prevenzione di posizioni anomale e potenzialmente fraudolente. Nell’ambito dei nostri uffici sinistri sono presenti anche unità investigative speciali composte, solo nelle nostre società in Europa, da più di 200 specialisti. Tali unità intervengono nella formazione dei liquidatori fornendo loro gli elementi necessari per l’individuazione e il contrasto alle frodi sui sinistri, e sono in costante contatto con le società attraverso le associazioni di categoria nazionali.

Siamo anche impegnati a contrastare la frode interna – intesa come un atto intenzionalmente compiuto da uno o più collaboratori in maniera illecita, finalizzato a procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto che comporti o possa comportare un danno, anche non patrimoniale, al Gruppo. A tal riguardo segnaliamo l’Internal Fraud Policy, emessa da Assicurazioni Generali nel 2010 e successivamente adottata in tutte le nostre società, che illustra i principi e gli accorgimenti organizzativi per attuare un efficiente ed efficace contrasto alle frodi perpetrate internamente.

Come dichiarato nel Codice di Condotta, siamo impegnati nella lotta internazionale al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, e contrastiamo ogni comportamento che possa essere interpretato come di sostegno a questi fenomeni criminali. Orientamenti e standard minimi comportamentali cui le nostre società si devono attenere per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo internazionale sono contenuti nella Policy Antiriciclaggio di Gruppo, approvata da Assicurazioni Generali e successivamente adottata dalle altre nostre società nel mondo. Il documento recepisce le disposizioni contenute nella Direttiva 2005/60/CE e le raccomandazioni del Gruppo Internazionale di Azione Internazionale (GAFI). L’obiettivo principale della Policy è quello di evidenziare i comportamenti da adottare per prevenire l’utilizzo delle transazioni finanziarie a scopo di riciclaggio di denaro, quali ad esempio l’esecuzione di un’adeguata verifica della clientela, il monitoraggio costante dei clienti e delle transazioni, la tenuta di un registro sui dati ottenuti dalla suddetta verifica, l’identificazione delle operazioni sospette sulla base di indicatori di rischio definiti e la loro segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria locale. Il documento si propone inoltre di definire responsabilità, compiti e modalità operative finalizzate alla prevenzione dei rischi.

Per le situazioni in cui si identifichino possibilità di conflitto di interessi il Codice di Condotta e le sue Disposizioni Attuative prevedono misure specifiche quali obblighi di astensione, di dichiarazione al momento dell’assunzione, di preventiva autorizzazione per lo svolgimento di attività esterne nonché procedure in materia di parti correlate. A questo proposito, in conformità a quanto previsto dal Regolamento Consob adottato con Delibera n.17221/2010, è stato predisposto un documento che disciplina le operazioni con parti correlate poste in essere non solo da Assicurazioni Generali, ma anche da società controllate, con l’obiettivo di assicurare che tali operazioni siano realizzate nel rispetto dei principi di trasparenza e di correttezza sostanziale e procedurale.

Abbiamo adottato un Modello di Organizzazione e Gestione, finalizzato a prevenire la possibile commissione dei reati previsti dal D.Lgs. n.231/2001 da parte dei collaboratori, ossia dipendenti, agenti e chiunque intrattenga rapporti con il Gruppo, evitando così di incorrere nella responsabilità amministrativa delle società.

Il documento si compone di una parte generale, che delinea tra l’altro il ruolo dell’Organismo di Vigilanza deputato a sovraintendere al funzionamento e all’osservanza del modello nonché a curarne l’aggiornamento, e di diverse parti speciali, una per ciascuna principale “famiglia di reato”. Queste parti contengono i principi generali di condotta ai quali devono ispirarsi i comportamenti in tutte le aree potenzialmente a rischio reati, le funzioni aziendali coinvolte, le cosiddette attività sensibili, gli specifici reati astrattamente ipotizzabili, le relative modalità di commissione o le condotte strumentali alla commissione degli stessi, i controlli preventivi e i compiti dell’Organismo di Vigilanza in materia.