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Presenza Olimpica

Tre opere provenienti dalla collezione archeologica di Generali esposte in una straordinaria mostra a Rio

Scoprire le discipline olimpiche attraverso i reperti archeologici provenienti da tutto il mondo. E’ la proposta della mostra dedicata a I Giochi Olimpici in Grecia e a Roma che sarà inaugurata il 26 luglio al Museum of Arts di Rio de Janeiro, città che ospiterà la 31ma edizione dei Giochi Olimpici.
Nella mostra saranno esposti 54 straordinarie opere del mondo antico, raggruppate per disciplina olimpica, tra le quali figurano tre pezzi della collezione archeologica Generali provenienti dal Museo ospitato nel Palazzo Generali di Piazza Venezia a Roma.

Le tre opere giunte alla ciudad meravillosa consistono in tre lastre che ritraggono degli atleti – lottatori e pugili – intagliate dai loro più grandi sostenitori.

Pezzi d’arte provenienti dalla collezione archeologica “Radici del Presente” dedicati a una mostra irripetibile, scelti tra opere come i dipinti della Tomba del Tuffatore di Paestum e Il Discobolo, una straordinaria opera dell’arte classica.


“Radici del Presente” è un museo unico che ospita i pezzi archeologici venuti alla luce nel corso degli scavi per la realizzazione dell’edificio di Generali a Roma all’inizio del 1900. Alcuni reperti risalgono a 2000 anni fa, quando in quel luogo sorgeva un’ insula, una sorta di edificio a più livelli, che rappresentava la tipica abitazione della maggior parte dei cittadini dell’antica Roma. 

L’esposizione fa parte delle iniziative promosse dal Ministero italiano degli Affari Esteri nell’ambito del progetto di internazionalizzazione economica Sistema Paese focalizzato nel 2015-2016 per l’Anno dell’Italia in America Latina.

I Giochi Olimpici in Grecia e a Roma 
Una mostra al Museum of Arts di Rio de Janeiro
(Dal 26 Luglio al 2 Ottobre 2016)

Due delle lastre prestate a Rio ritraggono una coppia di pugili i cui nomi sono incisi nella parte più alta. Il carattere pittorico è standard: il vincitore ha un braccio sollevato verso l’alto e stringe nella mano un guanto. La terza opera è frammentata poiché è conservata solo la figura del vincitore. Nel corso del tempo, i Romani “riciclarono” questo tipo di lastre, utilizzandole come stipiti o addirittura come pavimenti.