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    25 maggio 2017

    Salviamo le api

    Una campagna a salvaguardia della biodiversità

    Le api non producono solo miele. Forniscono alle piante la possibilità di riprodursi, sanano terreni degradati, assicurano la biodiversità. Ma stanno passando un brutto periodo che mette a rischio la loro esistenza e può far molto male anche all’uomo. Una campagna internazionale nel Mediterraneo prova a spiegare perché l’ape è un patrimonio comune da salvaguardare.

     

     

    Le arnie sono alcune decine, disposte lungo un terreno pietroso in un paesaggio tipicamente mediterraneo: macchia bassa da cui spuntano ciuffi di oleandro e, poco più in là, le prime colture di olivo molto diffuso in questa parte del Marocco a ridosso della catena montuosa del Rif. E’ inverno e pioviggina. Le api sono “in casa” ma qualcuna giro attorno all’arnia, innervosita da questa pioggia fine e soprattutto da chi è venuto a curiosare. E serve a poco lo sbuffo di fumo che le mani esperte dell'apicoltore spargono attorno alla casetta di legno per stordirle. Questo genere  di api può diventare molto aggressivo. Si attaccano ai maglioni, alle felpe. C’è chi viene punto: un gesto estremo per le api guardiane, che pagano con la vita dopo aver pizzicato il disturbatore. La comitiva di “curiosi” è composta da ricercatori, docenti universitari, giornalisti, amministratori locali e, ovviamente, apicoltori.

     

    A Chefchaouen, una piccola ma affascinante città a un centinaio di chilometri da Tangeri, la cui medina – la città vecchia – è patrimonio dell’Unesco, si è svolto l’VIII Forum internazionale dell’apicoltura del Mediterraneo, l’ultimo incontro di una federazione di associazioni di apicoltori di undici paesi affacciati sul Mare Nostrum: Marocco, Francia, Tunisia, Algeria, Libano, Albania, Palestina, Iraq, Giordania, Egitto, Italia. La Federazione ApiMed promuove la cooperazione economica tra i Paesi europei, africani e mediorientali dell’area geo climatica del Mediterraneo facendo ricerca, scambiandosi tecnologia e informazioni, promuovendo formazione, produzione, analisi e soprattutto la qualità del miele. Fin qui un’iniziativa come tante, che mette assieme soggetti anche piccoli collegandoli a realtà più importanti che allargano il loro mercato e favoriscono la qualità dei prodotti. Ma c’è qualcosa di speciale che rende molto particolare questo lavoro e che aggiunge un valore niente affatto scontato: le api hanno un ruolo fondamentale non solo nella produzione di miele o pappa reale ma in difesa della biodiversità e, in ultima analisi, a difesa di quel che tutti i giorni arriva sulle nostre tavole. Le api infatti sono  soprattutto responsabili della riproduzione della maggior parte delle specie vegetali grazie all’impollinazione: cercando il nettare, trasportano il polline fecondo di fiore in fiore, innescando cicli vitali di oltre 200mila specie vegetali, di cui almeno 300 di interesse alimentare umano e animale.

     

    In un’epoca di agricoltura intensiva, pesticidi, sperimentazione genetica, desertificazione e cambiamenti climatici che già hanno causato una preoccupante moria di api, questo piccolo insetto  assume un’ulteriore valenza di essenziale importanza: quella di sentinella dell’ambiente e di garante della biodiversità. Con il servizio di impollinazione, le api assicurano il mantenimento della varietà delle specie botaniche e, indirettamente, di quelle animali che se ne nutrono. Rappresentano uno straordinario indicatore dello stato di salute ambientale e sono un patrimonio di cui l’umanità intera usufruisce da millenni.

     

    L’impollinazione riguarda l’80% delle piante in fioritura, consente la produzione di verdura e frutta, il mantenimento dei pascoli e la vita dei boschi e quindi l’alimentazione degli uomini e degli animali. La Fao ha calcolato che 71 fra le 100 colture che forniscono il 90% dei prodotti alimentari a livello mondiale dipende dal lavoro delle api. Monetizzato vale oltre 207 miliardi di euro l’anno. Ed è manodopera... completamente gratuita! Il valore globale dei prodotti commestibili di derivazione agricola ha subito però, in virtù della moria di api, una contrazione del 9,5%. Le colture più a rischio sono ortofrutta e semi oleaginosi, con una perdita produttiva rispettivamente di 50 miliardi e 39 miliardi l’anno. Se muore un’ape la conseguenza la pagano le  piante. E noi subito dopo.

     

    Per far sapere quanto sino importanti le api e quale ruolo fondamentale svolgono e perché, difendendole, difendiamo anche noi, è nata, all’interno di ApiMed, la campagna “CooBEEration” che si propone di  realizzare un percorso di informazione sulla necessità di proteggere e sostenere le api e l’apicoltura come fattori fondamentali per preservare la biodiversità e migliorare la sicurezza alimentare. Con l’obiettivo di far considerare l’apicoltura non solo una semplice attività generatrice di reddito ma un  "bene comune globale".  Che non serve solo a rendere più dolce il tè.

     

    Il progetto è co-finanziato dall’Unione Europea, è sponsorizzato da diversi fondi di cooperazione nei diversi Paesi, dalla Federazione degli Apicoltori del Mediterraneo (APIMED), dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) e da diverse università e centri di ricerca nel mediterraneo.