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    09 febbraio 2017

    A tuo rischio e pericolo

    Gli esperti si interrogano sulla possibilità di una scala del rischio globale: il “rischiometro”

    E’ più pericoloso accendersi una sigaretta o attraversare l’Europa in auto?

    Domande del genere sono all’ordine del giorno: tutte le attività quotidiane hanno dei rischi. Come li calcoliamo? Nella maggior parte dei casi ci affidiamo all’abitudine o a quello che ci dicono i media, per esempio sugli incidenti aerei o sull’impatto del fumo sulla nostra salute. Da tempo però, matematici e statistici provano a mettere a punto un “rischiometro”, una scala dei rischi che, come la scala Richter per i terremoti, ci aiuti a pesare e valutare i rischi con sufficiente accuratezza.

    «Un rischiometro del genere potrebbe dimostrarsi molto utile nel fornire uno strumento che permettesse importanti paragoni tra i rischi causati dai diversi pericoli, siano essi dovuti ad attività volontarie, come fumare o volare in deltaplano, o siano rischi in cui incorriamo quando ci dedichiamo ad attività volontarie, ma non strettamente necessarie come mangiare carne o viaggiare in auto» spiega Brian Everitt, direttore dell’Istituto di Biostatistica al King’s College di Londra.

    Uno dei migliori esempi di rischiometro è quello presentato dal matematico statunitense John Allen Paulos nel celebre saggio “Gli snumerati”. E’ una scala del rischio basata su una formula precisa: se muore una persona su un numero N di persone, l’indice di rischio associato è stabilito dal logaritmo in base 10 di N (log10 N). A dispetto delle apparenze, il calcolo è molto semplice: per arrivare all’indice di rischio bisogna trovare il numero che elevato a 10 corrisponde al numero complessivo di decessi. Per esempio: se ogni anno in Italia, su 8.000 decessi, uno deriva da incidenti automobilistci, per trovare l’indice di rischio associato al guidare l’automobile bisogna individuare quel numero che elevato a 10 corrisponde a 8000: in questo caso è circa 3,90.  Nella scala del rischio di Paulos, l’indice 0 corrisponde a morte certa, i valori inferiori a 3 indicano attività pericolose, mentre quelli superiori a 6 suggeriscono azioni poco sicure o preoccupanti.

    Ecco qualche esempio tratto dal saggio del matematico statunitense: giocare alla roulette russa una volta all’anno (0,8), fumare dieci sigarette al giorno (2,3), essere colpiti da un fulmine (6,3), morire per una puntura d’ape (6,8). «Naturalmente, questa è una proposta ancora migliorabile per fare in modo che venga accettata e sia di qualche utilizzo pratico. – conclude Everitt – Non c’è bisogno per esempio che la morte sia l’unica preoccupazione: anche ammalarsi o rimanere feriti sono conseguenze importanti dell’esposizione ai rischi e sarebbe necessario quantificarle con un indice utile».

    La ricerca sui rischiometri, in altre parole, non è ancora conclusa.