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Autovalutazione

Dal 2011 il consiglio conduce un’autovalutazione annuale sulla propria composizione e funzionalità

Il processo di autovalutazione, condotto con il supporto di un’azienda specializzata esterna, è stato effettuato attraverso questionari e interviste personali.

I risultati della valutazione sono stati positivi e costruttivi.

Il processo di autovalutazione ha permesso alla società di far emergere punti di attenzione e di migliorarli con interventi mirati. Nella valutazione 2015 i consiglieri:

 

  • Hanno espresso un parere positivo su struttura, funzionamento ed efficacia del consiglio.
  • Hanno considerato adeguate la dimensione e la composizione, così come il mix delle competenze. E' stata sottolineata l'indipendenza sostanziale e non formale degli Amministratori.
  • Hanno evidenziato il ruolo del Presidente, riconoscendone la leadership.
  • Hanno espresso parere positivo sull'articolazione dei comitati endoconsiliari e sul supporto fornito dagli stessi al Consiglio mediante pareri e presentazioni.
  • Hanno espresso soddisfazione per l'attività svolta dal Collegio e per l'autorevolezza e la competenza in materia di controllo e rischi espressa dal Presidente.

Autovalutazione del consiglio

Nel 2015 il 94% delle società del FTSE MIB ha fornito informazioni sul processo di autovalutazione del consiglio, ma solo il 64% si è fatto supportare da un consulente esterno nel processo per garantire maggiore imparzialità.

(Fonte: Assonime “La Corporate Governance in Italia”)

Tra le aree di miglioramento, la maggioranza dei consiglieri ha evidenziato l’opportunità di:

  • Affinare ulteriormente la funzionalità del processo di crisis management, nella prospettiva di una sua continua evoluzione alle esigenze della Compagnia.
  • Dedicare maggior tempo dei lavori consiliari alla discussione e al dibattito di tematiche di sostenibilità sociale ed ambientale.
  • Prestare attenzione al processo per la successione dei dirigenti con responsabilità strategiche e al continuo processo di revisione delle procedure in materia di operazioni con parti correlate.
  • Rivedere il funzionamento e la mission del Comitato per gli  Investimenti.
  • Valutare l'eventualità di focalizzare le attività del Comitato Controllo e Rischi in modo separato tra tematiche di rischi e quelle di audit.

In relazione a tali sollecitazioni, sono state varate le seguenti misure:

  • sulla tematica del crisis management, il Consiglio ha aggiornato i presidi di vigilanza qualitativi che delineano le azioni da intraprendere in risposta a severi stress (Systemic Risk Management Plan, Liquidity Risk Management Plan e Recovery Plan), ha approvato un progetto di piano di redazione della politica di Gruppo per la gestione della comunicazione in situazioni di crisi e, infine, la proposta di predisporre un Business Continuity Management Plan e la relativa politica di Gruppo;
  • sulle tematiche di sostenibilità sociale ed ambientale, il Consiglio ha attribuito le competenze in materia ad un comitato specifico, il Comitato per la corporate Governance e la Sostenibilità sociale ed ambientale; è stata inoltre rafforzata la funzione di Group Social Responsibility;
  • sugli aspetti relativi alle operazioni con parti correlate, il Consiglio ha rivisto la disciplina sulla composizione del comitato competente in materia per il caso in cui uno o più suoi membri siano portatori d’interessi ai sensi dell’art. 2391 c.c. ed è stata ulteriormente migliorata la procedura operativa in materia, con lo scopo di rendere più chiara e precisa, a beneficio dei soggetti interessati, l’identificazione delle parti correlate;
  • nell’ambito della revisione del Regolamento del Consiglio e dei Comitati, sono state ridisegnate le modalità di funzionamento e le competenze del Comitato per gli Investimenti, in una prospettiva di adeguamento alle esigenze derivanti dalla normativa “Solvency II” e per garantire maggiore spazio a temi quali l’asset allocation e l’asset liability management;
  • nell’ambito della revisione del Regolamento del Consiglio e dei Comitati, è stato previsto che le riunioni del Comitato Controllo e Rischi vengano articolate in sessioni separate, nelle quali trattare, da un lato, le  tematiche di controllo interno, dall’altro, quelle di gestione dei rischi e, in una sessione a sé, le tematiche comuni ad entrambi gli ambiti.